Recensione Libro Jane Eyre

Ricordo molto poco del viaggio. So soltanto che la giornata mi sembrò di una lunghezza interminabile, e che mi parve di viaggiare per centinaia di chilometri. Il paesaggio cambiò. Grandi colline grigie apparvero all’orizzonte. Allo spegnersi della luce, scendemmo in una valle boscosa, e quando ormai la notte intercettò ogni vista, sentii il vento fischiare fra gli alberi.
Recensione Libro Jane Eyre

Prezzo: € 7,00

Di cosa parla Jane Eyre di Charlotte Bronte

Amore, dolore, speranza. Forse, queste tre parole descrivono in breve i sentimenti racchiusi nel romanzo di Charlotte Bronte Jane Eyre: una piccola orfana costretta a vivere in una famiglia che non la ama, disprezzata e maltrattata come un cane randagio, forzata a svolgere mansioni domestiche nonché lavori per nulla adatti a una bambina di dieci anni.

Ma il carattere di Jane Eyre prende forma molto presto e, se da una parte la conduce inevitabilmente a essere punita per qualsiasi azione o parola lei pronunci, dall’altra la rende più forte, pronta a valicare gli ostacoli che la sua dura esistenza le impone.

Trasferitasi al refettorio di Lowood, istituto per orfane, sotto ordinanza della zia che la reputa “incapace” ed “egoista”, Jane si ritrova circondata da insegnanti violenti, a svolgere lavori estenuanti e in condizioni sociali piuttosto drammatiche.

Il destino sembra metterla alla prova quando l’unica ragazza che, come lei, si sente maltrattata e umiliata, ma che tenta irremovibilmente di dare un senso alla loro vita onerosa, viene prematuramente colpita da una malattia che all’epoca era molto diffusa nell’Inghilterra di inizio ‘800: la tubercolosi.

Affranta per quell’unico affetto che le viene portato via come una foglia dal vento gelido, la bambina cresce in fretta e, raggiunta la maturità, lascia Lowood, pronta per iniziare la sua vita da istitutrice altrove.
Ed è a Thornfield che inizia il suo lungo “viaggio” dove, grazie alla sua innata intelligenza, autonomia e indipendenza, riesce a tener testa al misterioso Mr Rochester.

Lui, un uomo imponente, nobile e un po’ arcigno, si ritrova per la prima volta ad affrontare una donna del tutto diversa da quelle che aveva sino ad allora conosciuto, in grado di dargli testa su parole, pensieri e argomenti di cui discutere.

Non solo il legame fra i due si consolida per la reciproca voglia di mettersi in gioco ma, in modo addirittura più intenso, per un sentimento che inizialmente tenuto nascosto da entrambe le parti, si dimostra più forte di qualsiasi altra emozione. Ma prima che venga pronunciato il fatidico “si” di fronte all’altare, un segreto gravoso e oscuro viene alla luce obbligando Jane a una fuga precipitosa verso il nulla, colma di paure, incertezze e insicura sul proprio avvenire.

L’autrice Charlotte Bronte, una delle più note scrittrici inglesi dell’Ottocento, ripercorre nel romanzo Jane Eyre parte della propria vita, parlando in prima persone come se lei stessa fosse la protagonista.
Sorella maggiore delle altre note scrittrici Emily ed Anne, Charlotte fu l’unica a vivere maggiormente rispetto ai suoi cinque fratelli, non riuscendo comunque a raggiungere i quarantanni di vita e morendo all’età di trentanove anni in attesa di un figlio.

Le sorelle Bronte hanno dato un grandissimo contributo alla letteratura inglese, in particolar modo a quella “vittoriana”, trasmettendo, tramite i loro romanzi, emozioni e sentimenti che ancora oggi, a distanza di quasi due secoli, ci entrano nel profondo dell’animo.

La vita di Jane Eyre, con i suoi dolori, le sue paure, le angosce, ma anche la soddisfazione di riuscire nei propri obiettivi e la voglia di autonomia e indipendenza, può essere facilmente riconducibile alla vita di molte donne di oggi.

Il senso del rispetto, l’amore puro verso una persona e la gentilezza rivolta agli altri sono dei punti cruciali del romanzo, fattori che forse Charlotte Bronte ha voluto trasmettere al lettore, sia per un proprio bisogno di esporre quello che era racchiuso nel suo intelletto e nel suo essere, sia per “insegnare”, a colui che avrebbe preso in mano il suo libro, le basi per un comportamento corretto di un uomo o di una donna verso il prossimo; cosa che tutti noi, in particolare ai nostri giorni, dovremmo tenere in considerazione più spesso.

Sono stati molti gli adattamenti cinematografici e le serie ispirate a Jane Eyre, ma tra tutti ricordiamo il film di Franco Zeffirelli del 1996.

Recensione scritta da Margherita Acs

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