Recensione libro “L’analfabeta”
Agota Kristof
Citazione
“Quell’ungherese smarrita e senza soldi che ero, è diventata una scrittrice. Come sarebbe stata la mia vita se non avessi lasciato il mio paese? Più dura, più povera, penso, ma anche meno solitaria, meno lacerata, forse felice. La cosa certa è che avrei scritto, in qualsiasi posto, in qualsiasi lingua”.
Di cosa parla “L’analfabeta” di Agota Kristof
Già dal titolo di questo romanzo di Agota Kristof si comprende l’ironia di cui sono intrise le sue pagine. “L’analfabeta” è l’autobiografia di una scrittrice che inizia il suo racconto così: “Leggo. E’ come una malattia” e che quasi alla fine della sua storia dice “cinque anni dopo essere giunta in Svizzera parlo il francese, ma continuo a non saperlo leggere. Sono tornata analfabeta. Io che leggevo già a quattro anni”.
Iniziando la recensione in questo modo, il romanzo non sembra avere molto senso, ma addentrandosi nella lettura e nella riflessione, si comprende la vera essenza del racconto, che narra la storia di una donna costretta a fuggire dalla persecuzione.
Si rifugia in Svizzera con sua figlia appena nata, sfidando il freddo, la povertà, la sofferenza, la fame, la solitudine e la mancanza di una cosa essenziale: la conoscenza della lingua, che apparentemente potrebbe apparire come uno degli ultimi problemi, ma non lo è affatto per sopravvivere in un luogo ignoto.
Agota, la protagonista del romanzo, non si perde mai di coraggio, affronta ogni cosa con grande dignità, anche l’impossibilità di farsi comprendere, anche la difficoltà di inventarsi un modo per riuscire a farsi aiutare e trova la sua salvezza nella praticità che la spinge a non arrendersi mai neanche davanti all’evidenza di un quasi insuccesso. Ma la sua salvezza reale, quella dello spirito, sembra arrivare grazie alla scrittura.
Quando infatti, operaia stanca e distrutta dal rumore delle macchine, ma stimolata dall’assenza di pensiero che il lavoro di gesti ripetitivi le dà, inizia a trascrivere poesie che inventa in fabbrica e finisce di scrivere il suo primo libro, si rende conto della genuinità e della bellezza della sua opera ed è certa della sua pubblicazione.
“L’analfabeta” sembra una favola a lieto fine, ma è la storia reale di una guerra che ha colpito paesi e famiglie, e che è stata affrontata in modi diversi, uno dei quali è quello descritto in questa piccola e amabile autobiografia.
Chi è Agota Kristof
Nata in Ungheria nel 1935, ha lasciato il suo paese nel 1956 in seguito all’intervento dell’ Armata Rossa per debellare la rivolta popolare contro l’invasione dell’Unione Sovietica. Attualmente vive in Svizzera.
Ha pubblicato “Il grande quaderno”, “La prova”, “La terza menzogna”, “La trilogia della città di K” e “Ieri” riportato sul grande schermo da Silvio Soldini con il titolo di “Brucio nel vento”.



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