Recensione libro “L’insostenibile leggerezza dell’essere”

Il mito dell'eterno ritorno afferma, per negazione, che la vita che scompare una volta per sempre, che non ritorna, è simile a un'ombra, è priva di peso, è morta già in precedenza, e che, sia stata essa terribile, bella o splendida, quel terrore, quello splendore, quella bellezza non significano nulla
Recensione libro “L’insostenibile leggerezza dell’essere”

Prezzo: € 12,00

Di cosa parla “L’insostenibile leggerezza dell’essere” di Milan Kundera

“L’insostenibile leggerezza dell’essere” è sicuramente uno dei libri più amati di Milan Kundera, sia per il messaggio che lascia, sia per il modo di raccontare i personaggi.

La paura dell’abbandono, l’infedeltà, la dipendenza di una donna dal suo uomo, la filosofia dell’eterno ritorno, l’adattamento delle nostre azioni al condizionamento dello sguardo esterno, l’invasione della Cecoslovacchia da parte dei russi e la Primavera di Praga. Questi sono solo alcuni elementi che si incontrano nelle pagine de “L’insostenibile leggerezza dell’essere” di Milan Kundera.

Quattro sono i personaggi de “L’insostenibile leggerezza dell’essere” , due donne e due uomini, Tomas con la sua compagna Tereza e la sua amante Sabine, e l’amante di quest’ultima Franz. Le loro storie si intrecciano, di fondo c’è l’amore, ma gli eventi si mostreranno complicati da assistere e vivere.

La prima coppia, Tomas e Tereza; lui ama il suo lavoro di chirurgo e le donne, lei vorrebbe una storia esclusiva, è gelosa e possessiva, ma pur sapendo che il marito la tradisce, sente che nei sentimenti le rimane fedele.

La seconda coppia, Franz e Sabine, troppo diversi per capirsi, lui è sposato, lei è l’amante, ma quando Franz parla del suo tradimento alla moglie, lei lo ascolta con distacco, con freddezza e rancore, mentre Sabine, quando si rende conto che il suo rapporto con Franz può diventare pubblico, inizia a soffrire la pesantezza insostenibile del loro amore e lo lascia.

Così tutto quello che apparentemente ci può sembrare leggero, tanto da farsi apprezzare e desiderare, con il passare del tempo mostra il suo peso insostenibile, ponendoci a una distanza di sicurezza per non farsi opprimere dalla sua gravità.
La leggerezza viene dall’unicità della vita che ci porta a trascurare l’approfondimento e l’interiorizzazione, ma evitando di prendere decisioni e posizioni, l’esistenza diventerebbe insostenibile e insopportabile.

“L’insostenibile leggerezza dell’essere” è un concentrato di filosofia nietzschina, con l’eterno ritorno – applicato alla quotidianità – che ci fa rivivere infinite volte quello che abbiamo già vissuto nel passato e che tornerà ad accadere anche in futuro. Da qui la necessità di esserci ora, di cogliere le antifone, di non perdersi nulla, di andare a fondo.

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