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Recensione libro “L’insostenibile leggerezza dell’essere”

Recensione libro “L’insostenibile leggerezza dell’essere”

Citazione
“Il mito dell’eterno ritorno afferma, per negazione, che la vita che scompare una volta per sempre, che non ritorna, è simile a un’ombra, è priva di peso, è morta già in precedenza, e che, sia stata essa terribile, bella o splendida, quel terrore, quello splendore, quella bellezza non significano nulla”


Prezzo: € 10

Di cosa parla “L’insostenibile leggerezza dell’essere” di Milan Kundera

La paura dell’abbandono, l’infedeltà, la dipendenza di una donna dal suo uomo, la filosofia dell’eterno ritorno, l’adattamento delle nostre azioni al condizionamento dello sguardo esterno, l’invasione della Cecoslovacchia da parte dei russi e la Primavera di Praga. Questi sono solo alcuni elementi che si incontrano nelle pagine de “L’insostenibile leggerezza dell’essere” di Milan Kundera.

Quattro personaggi, due donne e due uomini, Tomas con la sua compagna Tereza e la sua amante Sabine, e l’amante di quest’ultima Franz. Le loro storie si intrecciano, di fondo c’è l’amore, ma gli eventi si mostreranno complicati da assistere e vivere.
La prima coppia, Tomas e Tereza; lui ama il suo lavoro di chirurgo e le donne, lei vorrebbe una storia esclusiva, è gelosa e possessiva, ma pur sapendo che il marito la tradisce, sente che nei sentimenti le rimane fedele.

La seconda coppia, Franz e Sabine, troppo diversi per capirsi, lui è sposato, lei è l’amante, ma quando Franz parla del suo tradimento alla moglie, lei lo ascolta con distacco, con freddezza e rancore, mentre Sabine, quando si rende conto che il suo rapporto con Franz può diventare pubblico, inizia a soffrire la pesantezza insostenibile del loro amore e lo lascia.

Così tutto quello che apparentemente ci può sembrare leggero, tanto da farsi apprezzare e desiderare, con il passare del tempo mostra il suo peso insostenibile, ponendoci ad una distanza di sicurezza per non farsi opprimere dalla sua gravità.
La leggerezza viene dall’unicità della vita che ci porta a trascurare l’approfondimento e l’interiorizzazione, ma evitando di prendere decisioni e posizioni, l’esistenza diventerebbe insostenibile e insopportabile.

Un concentrato di filosofia nietzschina, con l’eterno ritorno – applicato alla quotidianità – che ci fa rivivere infinite volte quello che abbiamo già vissuto nel passato e che tornerà ad accadere anche in futuro. Da qui la necessità di esserci ora, di cogliere le antifone, di non perdersi nulla, di andare a fondo.

Chi è Milan Kundera

Milan Kundera è nato a Brno nel 1929. Laureato in Arti Cinematografiche, si iscrive al Partito comunista ma viene espulso per divergenze di opinioni, ma riuscirà poi ad iscrive successivamente. E’ attivo nella Primavera di Praga e per questo viene prima licenziato e poi privato della cittadinanza cecoslovacca. Si trasferisce in Francia dove ancora vive. Attualmente insegna all’Università sia di Parigi che di Rennes.
Nel 1964 ha pubblicato “Amori ridicoli”, un’antologia di racconti. Il suo primo romanzo, “Lo scherzo” esce nel 1967 e vince il premio dell’Unione Scrittori Cechi. Tra gli altri libri da ricordare: “Il valzer degli addii”, “Il libro del riso e dell’oblio”, “L’immortalità”, “La lentezza”, “L’ignoranza” e “L’identità”. Tra i premi ricevuti quello alla carriera (Commonwealth Award), Premio Mondello e Jerusalem Prix.

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