Recensione Libro “L’isola dell’angelo caduto”
Carlo Lucarelli
Citazione
“Fu allora che lui strinse Hana per le spalle e le sussurrò all’orecchio: - Vedrai, vedrai che non sarà per molto, Hana, vedrai, vedrai, - sempre più forte, sempre più forte, sempre più deciso, finché non le vide tremare un sorriso sulle labbra, anche se breve e livido e incerto…”.
Di cosa parla “L’isola dell’angelo caduto” di Carlo Lucarelli
Durante il ventennio fascista un giovane Commissario viene spedito a rappresentare lo Stato su una piccola isola siciliana. La Cajenna, che originariamente si chiamava “Capo dell’Angelo Caduto” per la leggenda che voleva la caduta sull’isola di uno degli angeli ribelli, utilizzata dai fascisti come Colonia Penale.
Qui comuni criminali e oppositori del regime, vivono lontani dalla società, sottostando a ferree regole che proibiscono loro qualunque rapporto con l’esterno.
Ma alla Cajenna, costretti ad un esilio forzato dettato dalla propria professione, vivono anche personaggi che con la guerra al fascismo c’entrano ben poco. Il protagonista de “L’isola dell’angelo caduto” è un uomo ormai disilluso, né fascista, né antifascista: un uomo semplicemente stanco.
Il ricordo del suo arrivo sull’”Isola dell’angelo caduto”, con la moglie Hana che si tiene stretta a lui sulla lancia che solca le acque tra il continente e la Cajenna, mentre spera con tutte le sue forze che quanto prima ritornino a casa, è una ferita sempre aperta nell’animo del Commissario.
La sua consorte ha lentamente perso il senno, affranta dalla solitudine e dall’atmosfera dell’isola, e il Commissario si ritrova a vivere da solo un’esistenza piena di incognite. Ma qualcosa cambia rapidamente sull’isola, quando uno dei miliziani del temibile capomanipolo Mazzarino, viene trovato morto.
Grazie all’aiuto del confinato Valenza, esimio dottore nella sua vita da civile, il Commissario scopre strani indizi che aprono scenari inquietanti su quello che si presenta sempre più come un atroce delitto.
Nell’isola, notoriamente tranquilla, vengono commessi altri due omicidi in rapida successione, dando vita a sospetti e storie parallele che costringono il Commissario a seguire l’ammonimento del padre che, come un mantra cattivo, continua a rimbombargli nella testa: “Ricorda, figlio mio, ricorda: il senso dello Stato”.
In realtà il Commissario è spinto a risolvere il caso, più che dal suo senso di giustizia, da un telegramma che apre le porte ad un suo possibile ritorno in continente. Questa eventualità però, non gli fa perdere la voglia di arrivare fino in fondo all’intricata storia. Finalmente la possibilità di ritornare ad una vita normale che, il Commissario ne è certo, gioverà anche alla sua amata Hana, perché lui è convinto che una volta abbandonata la Cajenna, sua moglie tornerà ad essere la donna amabile di sempre.
Mentre l’ascesa al potere di Benito Mussolini è sempre più inarrestabile, il Commissario cerca con tutte le sue forze di sbrogliare l’intricata matassa, sapendo di non potersi fidare di nessuno, se non del buon Valenza, e di doversi guardare molto bene le spalle dal pericoloso Mazzarino.
Carlo Lucarelli orchestra un giallo dalle tinte fosche, con tanti riferimenti storici, scegliendo le migliori parole per descrivere le infinite emozioni che i protagonisti del suo romanzo provano. “L’isola dell’angelo caduto” è un libro bello, che non si lascia abbandonare, che spara dritto al cuore del lettore, lo arpiona, e lo trascina con se fino all’ultima pagina.
Chi è Carlo Lucarelli
Carlo Lucarelli è nato a Parma il 26 ottobre del 1960, ed è uno degli autori italiani più prolifici e amati. “L’isola dell’Angelo Caduto” è stato finalista, nel 2000, del prestigioso premio “Bancarella”, ed ha vinto il “Premio Franco Fedeli”, ma i riconoscimenti alla sua bravura sono veramente tanti. Poliedrico come pochi, unisce la sua passione per la scrittura alla sua carriera da autore, senza disdegnare la stesura di opere teatrali e radiodramma.
Ma il suo passato lo ha visto anche docente di scrittura creativa per la scuola “Holden” di Alessandro Baricco. Molti suoi libri sono diventati film, come “Almost blue”di Alex Infascelli, e le serie televisive ispirate ai suoi personaggi: Il commissario Coliandro e l’Ispettore De Luca.
Carlo Lucarelli è attivo in tantissimo progetti, e tra questi c’è il gruppo musicale post-punk “Progetto K” in cui si diletta come cantante.
Piccola curiosità: l’atteggiamento pacato e allo stesso tempo carico di tensione che metteva in mostra durante la conduzione della trasmissione televisiva “Blu Notte”, lo ha reso oggetto della simpatica parodia del comico Fabio De Luigi che, con la sua celebre frase “Paura eh?!” gli ha fatto avere, se possibile, ancora più notorietà.

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