Recensione libro L’oblio della ragione – racconti di inevitabile follia

Gli fecero una bella strigliata per quello che aveva fatto durante l'incontro con la vedova, ma l'ispettore non andò a fargli visita: ne aveva avuto abbastanza. La freddezza e la cattiveria di Mattew Franklin lo sconvolgevano.
Recensione libro L’oblio della ragione – racconti di inevitabile follia

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Di cosa parla L’oblio della ragione – racconti di inevitabile follia di Chiara Vitetta

L’oblio della ragione è la prima pubblicazione della giovane scrittrice Chiara Vitetta. Il libro è composto da due racconti, thriller che strizzano l’occhio al noir, attraverso la storia di vite comuni che, in seguito ad eventi particolari, mettono in mostra la loro follia.

Il racconto che apre L’oblio della ragione, si intitola “Giustizia” ed è la storia Mattew Frenklin, condannato a morte per aver dato fuoco ad un uomo. Matt sembra un personaggio gelido, una sorta di automa, svuotato di ogni sentimento. La sua reazione, nei confronti della moglie della vittima che gli chiede per quale motivo abbia ucciso suo marito, lo disegna come un pazzo furioso. Matt scatta come un animale, ringhiando contro la povera donna, affermando che suo marito non era degno di stare al mondo.

Questo è lo scenario iniziale di “Giustizia”: si parte dalla fine per arrivare all’inizio. E l’inizio è raccontato da Matt al suo caro amico Luke, a poche ore prima dell’esecuzione capitale. Un inizio doloroso, che poteva avere come epilogo soltanto la morte.

L’altro racconto scritto da Chiara Vitetta è “Blackout” e il titolo spiega molte cose. Mike è un ragazzo insoddisfatto della propria vita, che ha accettato la sua sconfitta sociale con una certa serenità. Sposato con una donna che non trova né attraente né intelligente, Mike vive le sue giornate con una monotonia angosciante, tra le bollette e il mutuo da pagare, i soldi che non bastano mai, e le richieste incessanti del suo figlioletto Curtis.

Il bambino è l’unica gioia della sua vita, anche se Mike ha grosse difficoltà a dimostrare il suo affetto nei confronti del figlio. Pochi giorni prima del compleanno del bambino, Mike lo porta con sé dal meccanico, dove è costretto ad andare per far dare un’occhiata alla sua vecchia automobile. Proprio di fianco all’officina però, è stata aperta una discarica in cui Curtis si fionda alla ricerca di oggetti interessanti. Durante il suo giro turistico il piccolo si ferisce ad una mano e da questo momento in poi il “Blackout” nelle menti dei personaggi sarà totale.

Chiara Vitetta ammette nell’introduzione del suo libro una certa passione per Stephen King, uno degli scrittori più talentuosi del nostro secolo. Lo si vede nell’ambientazione pseudo-americana delle storie, e nell’horror che cosparge i due piccoli racconti. La scrittura è buona, le idee, invece, risentono troppo dell’influenza del Maestro King. Il ritmo della trama viene controllato bene dalla giovane scrittrice, che sa creare la giusta attesa prima degli eventi fondamentali, anche se si nota una certa precipitazione verso i finali, segno che neanche la scrittrice riesce a resistere al desiderio di svelare il mistero.

Essendo il primo libro di Chiara Vitetta, il giudizio su L’oblio della ragione è sicuramente positivo, perché è scritto bene, quasi esente da refusi e la narrazione è molto chiara. La giovane scrittrice avrà tempo e modo per affinare ancora di più le sue doti e “uccidere il suo maestro”, che ne ingabbia troppo lo stile narrativo.

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