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Il senso della lettura

Il senso della lettura

Ci è concesso di vivere in un mondo fatto di libri, scaffali, biblioteche, armadi pieni di romanzi, fogli ingialliti, impigriti, disattenti. Parole dimenticate, frasi sottolineate, frasi talmente belle da essere riscritte nei nostri quaderni.

Sentire l’odore della carta stampata e nonostante tutto inalare il profumo ancora umido dell’inchiostro, vedere lettere dell’alfabeto che escono dalla nostra testa come in un fumetto a colori.
Noi siamo fatti delle nostre storie, che vengono raccontate, inventate, abbellite. Non tutti hanno però l’animo adatto per ritrovarsi in altre parole, non tutti hanno il tempo necessario per perdersi in discorsi inventati, che a volte parlano delle proprie esperienze, altre sono solo frasi di circostanza, spesso sono storie immaginate.
E non è una colpa non leggere, è solo una mancanza, ci si perde qualcosa che comunque ci appartiene, che ci dà altre visuali, che ci mostra diverse prospettive, che ci arricchisce e ci sprona, che ci regala un momento di abbandono ad altro, che ci fa assaporare gusti che con la sola volontà del palato e di altri sapori non avremmo provato.

Il libro può essere un mezzo per conoscere meglio noi stessi e quello che degli altri non capiamo, di arrivare al fondo delle cose, di sensibilizzare l’interiorità. Un libro è una vita da regalare.

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