Recensione Libro “L’ultimo inverno”

Quando si rese conto che il silenzio che lo aveva tanto infastidito era dovuto al fatto che tutti i suoi orologi si erano fermati, senza che nessuno provvedesse a evitarlo, capì che sarebbe morto nel letto dove si trovava disteso.
Recensione Libro “L’ultimo inverno”

Prezzo: € 15,50

Di cosa parla “L’ultimo inverno” di Paul Harding

“L’ultimo inverno” dello scrittore Paul Harding è il romanzo vincitore del Pulitzer 2010, un libro inizialmente pubblicato da una piccola casa editrice indipendente degli Stati Uniti che ha poi riscosso un enorme successo ponendolo tra i bestsellers del 2010.

Il romanzo racconta gli ultimi otto giorni della vita di George, un restauratore di orologi. Tutta la famiglia si riunisce accanto a lui nei suoi ultimi momenti in cui è relegato a letto. Nelle ultime ore prima di morire George rivede il suo passato, ricordando il padre Howard, un venditore ambulante colto da crisi epilettiche e poi scomparso nel momento in cui la moglie aveva deciso di internarlo in un istituto.

Leggendo “L’ultimo inverno” dello scrittore Paul Harding si riesce a guardare dall’esterno la vita di quest’uomo, George, che nulla può fare più, ormai, se non lasciarsi andare alle sue memorie, al suo passato e alla passione che lo ha spinto a dividere il suo tempo tra la famiglia e gli orologi che aggiustava.

Si ascolta la storia di un bambino che è cresciuto troppo in fretta e ha amato e odiato allo stesso tempo quel padre malato di epilessia che lo spaventava e gli suscitava rispetto… E intanto il tempo scorre cadenzato dal ticchettio delle lancette dei suoi orologi, quelli che la moglie ha reso muti nella sua stanza per lasciarlo morire in pace e che lui invece vuole tornare ad ascoltare, come se fosse l’ultimo legame che ha con la terra.

“L’ultimo inverno” è un libro doloroso, in cui spesso è difficile leggere la storia di un uomo negli ultimi attimi della propria vita, ma che è scritto con passione e discrezione, come se anche l’autore si trovasse accanto al letto di George e non volesse far rumore, affinché lui possa continuare ad ascoltare i suoi orologi.