Recensione Libro La bambina che aveva mangiato una nuvola grande come la Tour Eiffel

Dopo aver passato tanti anni a mangiare nuvole grandi come la Tour Eiffel, ecco che si metteva a divorare intere biblioteche, scaffale per scaffale, bullone per bullone. Il suo organismo non avrebbe mai sofferto di carenza di ferro.
Recensione Libro La bambina che aveva mangiato una nuvola grande come la Tour Eiffel

Prezzo: € 19,00

Di cosa parla La bambina che aveva mangiato una nuvola grande come la Tour Eiffel di Romain Puertolas

Non se n’è parlato molto del libro La bambina che aveva mangiato una nuvola grande come la Tour Eiffel di Romain Puertolas, pubblicato dalla casa editrice Einaudi nel 2015, e ne resto sorpresa, perché la storia è davvero bella.

Premetto, prima di partire con la recensione, che questo libro non è per nulla pensato per i bambini, anche se è scritto come fosse una favola, ma la storia è troppo complessa per essere compresa dai più piccoli.

La trama de La bambina che aveva mangiato una nuvola grande come la Tour Eiffel in sé è semplice, sono i messaggi a essere a volte poco evidenti e nascosti nel mezzo della narrazione. E ogni cosa si scoprirà alla fine rivelando l’importanza di leggere tra le righe.

Finto protagonista della storia è Leon, un controllore di volo che si trova dal barbiere e ne approfitta dell’assenza di clienti nel negozio per raccontare una storia davvero strana.

Narra di una ragazza che faceva la postina e che doveva prendere un aereo il giorno in cui eruttò il vulcano islandese. A causa della nube di fumo e ceneri, i voli rimasero bloccati negli aeroporti, ma lei aveva bisogno di raggiungere una meta importante e per questo cerca una soluzione.

Si presenta così, con una folle idea, alla torre di controllo, oltretutto in bikini, per chiedere l’autorizzazione a volare, convinta di poterlo fare grazie al movimento delle sue braccia.

La pazzia non è l’idea in sé di poter volare con la forza del proprio corpo, già fuori dalle righe, ma il fatto che alla fine pare che questa donna sia riuscita realmente nella sua impresa: capace dell’impossibile per raggiungere una bambina, un’orfana marocchina, che l’aspettava, per non deluderla, come spesso sanno fare i grandi con i loro figli.

Di quel giorno se ne ha memoria perché ne parlarono i giornali, raccontando parte della sua storia, che Leon conosce per filo e per segno. Quel giorno è importante e tragico anche per il barbiere, perché a causa della nube del vulcano, un aereo precipitò con a bordo suo fratello.

Per gran parte del libro La bambina che aveva mangiato una nuvola grande come la Tour Eiffel non si riesce a capire dove l’autore ci voglia portare, è tutto surreale, una storia che va al di là della favola stessa, ma vi consiglio di leggerla senza pregiudizi e lasciandosi andare al racconto pagina dopo pagina.

L’aspetto più bello e commovente di questo romanzo è il rapporto che si viene a creare tra la postina e la bambina orfana, bimba che ha una malattia congenita che le fa provare la sensazione di avere una nuvola grande come la Tour Eiffel che le blocca i poloni impedendole di respirare bene.

Tra la donna e la bambina nasce un rapporto molto simile a quello che ci può essere tra madre e figlia, nonostante le due si incontrino per caso solo per qualche giorno, ma è come se l’una vedesse la salvezza nell’altra e viceversa. La postina trova ciò che mancava alla sua vita piatta, mentre la bambina incontra una donna che le insegna a viaggiare pur rimanendo bloccata nel letto di un ospedale, che le insinua dentro il seme della conoscenza.

Si possono compiere anche azioni incredibili e impossibili quando vi è un legame così intenso, ma tutto può essere solo mera illusione o la trama di una storia inventata, l’importante è continuare a credere nei sogni e infondere speranza anche quando non c’è.

Sono tanti i significati che si possono trovare in questa storia, che molti hanno paragonato a Il piccolo principe, forse per il viaggio fantastico che i protagonisti di entrambi i libri affrontano. Bisogna saper leggere ciò che in fondo non è dichiarato, è necessario guardare a fondo, cogliere il senso dei dettagli e la bellezza che vive nel mezzo.

Questo è ciò che ho compreso io del libro La bambina che aveva mangiato una nuvola grande come la Tour Eiffel, ma il senso, in parte, è davvero soggettivo. Libro da leggere.

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