Recensione Libro “La casa delle antiche”
Enrico Gherardi
Citazione
“Istintivamente arretrai un poco col bacino e con le gambe, forse per riguardo o per timidezza, ma anche stranamente incerta e restia nel farlo, pervasa da un sentimento misto di ripugnanza e d’attrazione.”
Di cosa parla “La casa delle antiche” di Enrico Gherardi
“La casa delle Antiche” di Enrico Gherardi è un romanzo sviluppato su spunti quanto meno singolari. Lucilia decide di passare un po’ di tempo in una vecchia casa sull’appennino, dove ha l’impressione di aver passato la sua infanzia. I suoi ricordi di bambina sono pochi e confusi, l’unica cosa che torna dal passato a ricordarle il suo dolore, è la figura della madre, della quale non ha più notizie.
Lucilia è morbosamente attratta dall’antica e cadente casa dove, stando alle voci del paese, vive un’anziana un po’ matta che affitta delle camere. Una volta giunta sull’uscio della casa, Lucilia può constatare che, effettivamente, la sua ospite non deve avere tutte le rotelle a posto. L’anziana che la fa accomodare, ha uno sguardo magnetico e penetrante, e i suoi discorsi sembrano al quanto sconnessi. Lucilia percepisce immediatamente una sensazione di nostalgia e terrore in quella casa, intuendo che la sua impressione di esserci già stata, è sicuramente fondata.
Ma l’anziana affitta camere sa molto più di quello che dice e Lucilia subisce l’inspiegabile fascino dello strano essere che l’ha accolta nell’antica casa natale. Enrico Gherardi mette in piedi un racconto fantasioso ma ben piantato nella realtà che incuriosisce non poco il lettore. Il registro aulico e forbito scelto dall’autore, rendo alcuni passaggi un po’ ostici, ma l’assurdità della storia non fa assolutamente pesare la lettura.
Sì, perché “assurdo”, nel senso più alto e letterario del termine, è la parola più adatta a descrivere le giornate di Lucilia nella “Casa delle Antiche”. Un romanzo che si muove bene, magari si perde appena appena nella parte centrale, dove qualche informazione in più sulle prove del suo addestramento, avrebbero contribuito a connotare ulteriormente l’avvicinamento della protagonista ad una conoscenza antica.
Gherardi urla il suo monito alla moderna concezione della vita, scomodando miti antichi e invitando ad una nuova concezione della natura e dell’organizzazione sociale. Un buon romanzo, che si fa leggere, nonostante le osservazioni già esposte, e che trova il suo culmine in un finale inaspettato.



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