Recensione Libro “La cinese di Maputo”

Alcuni hanno imbracciato le armi per difendersi e per avere un giorno una patria.
Recensione Libro “La cinese di Maputo”

Prezzo: € 10,00

Di cosa parla “La cinese di Maputo” di Nathan Levi

“La cinese di Maputo” di Nathan Levi pubblicato dalla casa editrice Tresogni è un libro interessante, che per quanto distante negli anni da noi, sembra più attuale di quello che si possa credere inizialmente. C’è una ricerca interiore molto approfondita da parte di Nathan Levi, che fa porre al lettore domande sulla vita, sul dolore e sulla religione.

Dalle prime pagine il lettore comprende che c’è una forte componente autobiografica nelle vicende narrate. Protagonista del romanzo “La cinese di Maputo” è Ariel, un pediatra cooperante che si trova nella capitale del Mozambico, Maputo. Lui è un ragazzo che se da una parte sogna a occhi aperti, dall’altra è ben piantato con i piedi per terra, poiché è rimasto scottato e profondamente deluso dal suo Paese.

Ariel però non è solo in collera con il proprio Paese ma anche con gli uomini e con un Dio in cui non crede, che non fa nulla dinanzi alla sofferenza e alla povertà, ma resta addirittura indifferente.

Il libro è ambientato nel 1985, qualche anno dopo l’indipendenza dal Portogallo. Dopo aver visto la guerra e le sue conseguenze, ma anche imparando a conoscere il valore della speranza, della voglia di ricercare la felicità a cui il popolo aspira, è inevitabile porsi delle domande: ci si chiede prima di tutto dove mai sia stato Dio durante la miseria, i combattimenti e il dolore.

Ma soprattutto diventa centrale, fondamentale ritrovare quella pace e quella serenità che sono mancante per tanto tempo, pace che secondo l’autore può essere ritrovata mediante la visione orientale.

“La cinese di Maputo” di Nathan Levi è un viaggio, un percorso tra le persone, le loro emozioni, lungo chilometri di terra e dentro se stessi.

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