Recensione Libro La mia vita con gli scimpanzé

Mi fermai subito, sentii dei rumori fra i rami, alzai gli occhi e vidi un grande scimpanzé accovacciato che mi bloccava il passaggio. Alla mia destra vidi un’enorme mano scura che scuoteva i rami e degli occhi brillanti che mi fissavano con cattiveria attraverso il fogliame.
Recensione Libro La mia vita con gli scimpanzé

Prezzo: € 11,50

Di cosa parla La mia vita con gli scimpanzé di Jane Goodall

Nel 1960, una giovanissima Jane Goodall raggiunge il Parco Nazionale di Gombe allo scopo di studiare la specie vivente che più ci rassomiglia: lo scimpanzé.

Nel libro La mia vita con gli scimpanzé si narrano le vicende di una delle primatologhe più note al mondo, che ha dedicato e che ancora oggi dedica la sua esistenza allo studio di questo grosso primate antropomorfo che condivide con noi il 98% del suo DNA.

Innamoratasi dell’Africa dopo una vacanza trascorsa in Kenya, Jane Goodall comprende che la sua vita non può avvenire tra le mura di un palazzo, i vicoli delle strade, lo smog cittadino e il modo caotico di fare della gente, poiché c’è qualcosa nel suo essere che la spinge nel mezzo della natura, tra alberi giganteschi, profumi e odori che solo la terra è in grado di donare: animali rari e mai visti in Europa.

Ma non solo: un amore incondizionato, una voglia di conoscere che supera i limiti della fantasia, un’intensa attrazione e un’autentica passione la conducono a concentrarsi sullo scimpanzé “Pan troglodytes”, specie ormai rara, sfruttata dall’uomo e ridotta a poche centinaia di migliaia di individui confinati in alcuni paesi dell’Africa centrale, classificata come “minacciata” dalla IUCN.

Grazie all’aiuto dell’antropologo e paleontologo Louise Leakey, particolarmente noto per i suoi studi sull’evoluzione umana condotti a Olduvai, in Tanzania, uno dei più importanti siti di ritrovamento di resti fossili, Jane Goodall può finalmente coronare il suo sogno di partire alla volta della foresta e potersi immergere nella natura che ha sempre sognato, tra gli animali che ha sempre amato e abbandonarsi al suo spirito di avventura che inevitabilmente non può fare a meno di seguire.

Ottenuto il dottorato di ricerca in etologia a Cambridge, dopo aver fatto ritorno in Inghilterra a seguito dei suoi primi studi sullo scimpanzé, Jane va in Africa con una consapevolezza sempre crescente di dover continuare a studiare una specie sino ad allora in parte sconosciuta, di doverla proteggere dall’estinzione e di fare in modo che gli uomini smettano di sfruttarla evitando un danno irreparabile.

Grazie alle sue intense ricerche, si è venuti a conoscenza che gli scimpanzé sono in grado di maneggiare utensili, scoperta incredibile e del tutto sconvolgente per l’epoca. Oggi si sa che questa non sia l’unica specie in grado di farlo, ma non ai tempi in cui Jane per prima ha osservato dal vivo i fatti. Ha inoltre confermato che lo scimpanzé non è un animale erbivoro come a esempio il gorilla o molti altri primati, ma è tendenzialmente onnivoro, carnivoro, in grado di trasformarsi in un predatore aggressivo.

Nel 1977, la scienziata ha fondato il Jane Goodall Institute, organizzazione che si occupa dello studio e della protezione dello scimpanzé. Ha creato uffici dislocati in diversi Paesi del mondo al fine di mettere in pratica programmi di sviluppo e di protezione dell’ambiente in diverse zone dell’Africa. Inoltre, è fondatrice del programma Roots e Shoots che ha lo scopo di insegnare ai giovani i significati di conservazione, ambiente e attività umana.

Grazie a Jane Goodal, al suo libro La mia vita con gli scimpanzé e alla sua incredibile “vocazione”, lo scimpanzé oggi è una specie conosciuta e protetta in molti parchi nazionali, seppure in uno stato di conservazione piuttosto critico. La distruzione degli habitat, il bracconaggio e le malattie sono le minacce più temibili. C’è ancora tanto da fare per impedire che la specie scompaia per sempre dal nostro pianeta.

Jane Goodall ha dato tutta la sua vita per questo e, ancora oggi, all’età di 82 anni, si batte per salvaguardarla. Probabilmente, continuerà a farlo sino alla fine, poi spetterà agli altri portare avanti il suo obiettivo, un obiettivo che, ancora una volta, dipende solo da noi.

La mia vita con gli scimpanzé è un’autobiografia bellissima e significativa che tutti gli amanti della natura e degli animali dovrebbero leggere.

Recensione scritta da Margherita Acs

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