Recensione Libro La misura della felicità

Prendi in prestito le parole che non riesci a trovare. Leggiamo per sapere che non siamo soli. Leggiamo e non ci sentiamo soli. Non ci sentiamo soli. La mia vita è in questi libri, vorrebbe dirle. Leggili e conoscerai il mio cuore.
Recensione Libro La misura della felicità

Prezzo: € 16,00

Di cosa parla La misura della felicità di Gabrielle Zevin

Quando un libro si può dire veramente bello? Me lo sono domandata nel momento in cui ho iniziato La misura della felicità di Gabrielle Zevin, libro pubblicato dalla casa editrice Nord nel 2014.

Sicuramente un libro è bello quando chi lo legge non riesce a staccarsi dalle sue pagine perché troppo coinvolto dalla storia. Non esistono libri da considerarsi universalmente belli, anche i grandi classici non sono apprezzati da tutti, ma ci sono dei romanzi che più di altri lasciano il segno.

Leggendo La misura della felicità di Gabrielle Zevin ho avuto la percezione di essere un tutt’uno con il romanzo, coinvolta totalmente dai personaggi e dalle loro vicende.

Gabrielle Zevin ne La misura della felicità è riuscita a raccontare l’evoluzione di un uomo che sembrava irrimediabilmente perso. A.J. Fikry in seguito alla morte della moglie ha perduto qualsiasi interesse per la vita ed è diventato una persona burbera. Gestisce una libreria in una piccola isola e si sente insoddisfatto, non sopporta i pochi clienti fedeli che ha, ma si lamenta anche dello scarso interesse che le persone mostrano verso la lettura. Insomma è una persona mai contenta di quello che ha e di come si approccia la gente nei suoi confronti, anche quando sono gentili e premurosi.

Lui rimarrebbe fermo nella posizione che ha assunto per il resto del tempo che ha a disposizione, ma qualcosa improvvisamente rivoluzionerà il suo tempo: una sera trova una bambina di due anni da sola nella sua libreria, con un biglietto in mano. La madre l’ha abbandonata affidando la piccola a lui, che non è propriamente la persona più adatta a cui lasciare una bambina, ma la donna è disperata e desidera che la figlia possa crescere in mezzo ai libri diventando una buona lettrice.

All’inizio A.J. Fikry non sa cosa fare, non si sente in grado di assumersi una tale responsabilità e poi ama i suoi ritmi abitudinari e il suo incedere nella vita senza grandi cambiamenti ma spiazzando i conoscenti, decide di tenere con sé la bambina, che da subito mostra di provare simpatia nei suoi confronti e si lega a lui. Maya, crescendo, diventerà la sua fonte di felicità e gli cambierà in meglio la vita.

La bambina, attratta dai libri, cercherà, grazie all’aiuto di A.J., di soddisfare la sua sete di conoscenza e troverà qualcosa di magico nelle storie che ascolterà e leggerà.

Il padre adottivo non solo uscirà dalla penombra della sua triste esistenza, ma comprenderà che il suo cuore è ancora desideroso di amare e farsi amare.

La misura della felicità è un libro che nella semplicità della storia e grazie a dei personaggi presentati con garbo da Gabreille Zevin, riesce a cogliere l’essenza dei sentimenti e a coinvolgere il lettore nel vortice contrastante di emozioni che provano il protagonista e la bambina.

Libro consigliato agli amanti delle storie a lieto fine, per chi desidera leggere storie romantiche e coinvolgenti grazie a una bella trama e a dei personaggi ben descritti.

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