Recensione Libro La tristezza ha il sonno leggero

Alla fine ho capito che non è vero che la speranza non si tramuta mai in realtà. È una questione di numeri: più desideri hai, maggiore è la possibilità di fare centro.
Recensione Libro La tristezza ha il sonno leggero

Prezzo: € 16,90

La tristezza ha il sonno leggero di Lorenzo Marone

Dopo il successo del libro La tentazione di essere felici, Lorenzo Marone torna in libreria con un nuovo romanzo intitolato La tristezza ha il sonno leggero che fa ugualmente riflettere sulla condizione della famiglia in continua evoluzione e fa sorridere di certe stranezze vissute all’interno delle quattro mura domestiche.

La tentazione di essere felici ha fatto da apripista a questo bravo scrittore napoletano che è stato talmente apprezzato dai blogger e dai lettori in generale da riuscire a scalare le classifiche di vendita grazie al passaparola, e a essere poi tradotto in nove lingue diventando persino un film diretto da Gianni Amelio di prossima uscita.

Ne La tristezza ha il sonno leggero il protagonista si chiama Erri, un ragazzo che ha già un errore nel nome e sente di portarsi addosso tutte le mancanze della famiglia: i genitori hanno divorziato quando lui era ancora un bambino ed entrambi hanno avuto altri figli.

Il libro parte da una riflessione su ciò che si diventa negli anni, conseguenza di piccoli o grandi avvenimenti del passato che ti fanno deviare il percorso fregandoti per il resto della tua vita. Di solito ogni aspetto negativo che riguarda l’evoluzione o meglio l’involuzione di una persona è da addebitare ai genitori ed è per questo che Erri fa un salto nel passato per scoprire cosa è accaduto e perché sia così fragile e insicuro.

Erri è il campione delle non scelte, si lascia vivere, fa decidere agli altri e quando la moglie, con cui non riesce ad avere un figlio, gli confessa di avere un altro, lui comincia la discesa agli inferi e a fare i conti con se stesso per capire i suoi sbagli.

Ma si accorge che ogni suo passo è indelebilmente legato alle parole e ai gesti dei familiari, in particolare di una mamma, definito il capo miliziano di casa, che ha sempre gestito ogni cosa senza ammettere repliche.

La sua famiglia è strana, Erri ha tanti fratellastri e nessun fratello, due padri e una mamma e mezzo, oltre ad avere tanta confusione nella testa. Nonostante tutti i protagonisti del libro La tristezza ha il sonno leggero siano quantomeno strambi, si vogliono molto bene, sono uniti e si appoggiano sempre l’uno sull’altra, anche se fingono che non sia così.

La figura più interessante del libro è sicuramente il patrigno di Erri, in fondo vero padre del ragazzo, l’unico che lo sa ascoltare ed evita di urlargli contro; è quello che ha trascorso veramente del tempo con lui trattandolo come se fosse suo figlio e capendolo molto meglio dei suoi veri genitori.

Erri in qualche modo gli somiglia, anche lui è buono, sa ascoltare e nonostante non sia in grado di dare i migliori consigli del mondo, forse perché non si ritiene all’altezza del ruolo, è sempre presente per i fratelli.

Quello che risalta da questo romanzo è la bellezza e la follia di certe famiglie partenopee, i cui membri sono pronti a urlarsi contro anche quando non è necessario, a dire sempre quello che gli passa per la testa creando imbarazzi e situazioni sconvenienti, ma che poi dimostrano la loro forza e unione nel momento del bisogno.

La tristezza ha il sonno leggero è un romanzo che si fa divorare, che pagina dopo pagina ti coinvolge nelle complesse situazioni della famiglia spingendoti a continuare la lettura per capire cosa accadrà, se Erri troverà la sua strada, se la mamma perderà la sua corazza mostrandosi dolce e affettuosa, se i fratelli sapranno capire quale sia il modo giusto per essere felici e non accontentarsi.

Lorenzo Marone ha la capacità di prendere spunto dalla realtà e dai cambiamenti della società, in questo caso della famiglia non più classica come la ricordavamo nel passato, e di aggiungere dettagli interessanti ai personaggi di cui racconta.

Non si può non amare Erri proprio per la sua inconcludenza, il suo incedere stanco tra le scelte che non riesce a prendere, così come non si può capire il suo modo di essere se non si conosce ogni membro di questa famiglia moderna allargata.

Ci sono molte frasi conclusive di paragrafo davvero belle come questa: “Avevo appena imparato che, a volte, anche le domande non poste, proprio come le scelte che non facciamo, possono far del male a chi ti sta a cuore.” Oppure: “Già allora avevo capito che ci si può sempre rialzare da una caduta finché c’è ancora un sogno di scorta da rincorrere.”

La tristezza ha il sonno leggero di Lorenzo Marone, pubblicato dalla casa editrice Longanesi, è un libro sicuramente consigliato assieme al precedente La tentazione di essere felici per le capacità narrative dello scrittore e per come le storie comuni diventano surreali e vere allo stesso tempo quando a raccontarle è Marone.

E finisco con una sua frase: “Il problema, ho poi capito, è che i desideri più segreti col passare del tempo diventano segreti anche a noi stessi.”

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