Home » I libri più amati, Libri al cinema, Romanzi italiani

Recensione Libro “Le avventure di Pinocchio - Storia di un burattino”

Recensione Libro “Le avventure di Pinocchio - Storia di un burattino”

Citazione
“Geppetto prese subito gli arnesi e si pose a intagliare e a fabbricare il suo burattino. Che nome gli metterò? - disse fra sé e sé - Lo voglio chiamar Pinocchio. Questo nome gli porterà fortuna. Ho conosciuto una famiglia intera di Pinocchi…e tutti se la passavano bene. Il più ricco di loro chiedeva l’elemosina.”


Prezzo: € 15,00

Di cosa parla “Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino” di Carlo Collodi

Nel 1883 in Italia viene pubblicato il romanzo scritto da Collodi dal titolo “Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino”. Il libro contiene le illustrazioni di Enrico Mazzanti e si dimostra essere, ormai a distanza di più di cento anni, una delle opere per ragazzi più letta di tutti i tempi.

Il romanzo si apre con un falegname chiamato Mastro Ciliegia che, avendo trovato un legno dalle strane caratteristiche perché “piangeva e rideva come un bambino”, decide di regalarlo a Geppetto, che desidera utilizzarlo per fare un burattino di compagnia, che gli farà guadagnare dei soldi.
Ma prima ancora di completare la sua opera, prima ancora di intagliare gli occhi, Geppetto si rende conto che il burattino Pinocchio gli fa strani versi.

Quando poi Geppetto gli fa le gambe, il burattino scappa per la strada inseguito dal falegname, ma un carabiniere vedendo la scena arresta Geppetto e lo porta in prigione. Pinocchio, prima di rientrare a casa, fa un incontro particolare con il Grillo-parlante che lo rimprovera per il suo cattivo comportamento. Il burattino, per tutta risposta, lo schiaccia contro il muro.

Il burattino stanco di quella faticosa giornata si mette a dormire nelle vicinanze di un braciere dimenticando di essere fatto di legno e si brucia le gambe, ricostruite in seguito da Geppetto. Da quel momento in poi il povero falegname decide di fargli da padre e dargli un’educazione.

Si prende cura di lui, e per mandarlo a scuola vende la sua casacca. Ma Pinocchio si caccia sempre nei guai, vende il suo abbecedario per riuscire a vedere uno spettacolo di burattini, dando l’ennesima delusione al povero falegname.

Il burattino fa vari incontri, tra i quali Mangiafuoco che inizialmente lo vuole bruciare, ma poi intenerito dal pianto, gli regala delle monete d’oro da dare a Geppetto. Lungo la strada, mentre sta per ritornare a casa, Pinocchio, si imbatte nel Gatto e la Volpe che lo deridono, lo aggrediscono e minacciano di impiccarlo. Fortunatamente però arriva a salvarlo la Fata Turchina che lo cura insieme al Corvo, la Civetta e il Grillo-parlante.

Ma Pinocchio continua a non imparare la lezione e si mette nuovamente in pericolo: oltre a dire tante bugie che gli fanno crescere il naso. Segue Lucignolo nel Paese dei Balocchi e viene magicamente trasformato in asino. Ma quando scappa si ritrova nel ventre di un pescecane, dove c’è Geppetto che con la sua barca era andato a cercare Pinocchio in mare ed era rimasto intrappolato nella bocca della bestia per due anni.

Dopo varie avventure e disavventure Pinocchio sembra aver capito, così promette a se stesso di diventare buono ed è per l’onesta della sua scelta che la Fata Turchina lo ricompensa con una fantastica magia.

Sembra che nelle intenzioni di Collodi non ci fosse quella di scrivere un racconto per bambini, infatti nella prima versione Pinocchio moriva impiccato in seguito ai numerosi errori commessi. Solo successivamente, nelle versione pubblicata a puntate nel 1881 sul quotidiano “Il giornale per bambini”, il racconto viene rivisto e riscritto con il finale che oggi noi tutti conosciamo.

Delle avventure del discolo burattino adesso ci restano cartoni animati, fumetti, film, uno tra tutti da ricordare, quello di Benigni del 2002, intitolato semplicemente “Pinocchio”.

Chi è Carlo Collodi

Carlo Lorenzini da tutti conosciuto come Collodi è nato a Firenze nel 1826 ed è morte nel 1890. Studiò per diventare prete, ma quando cominciò a lavorare come commesso in una libreria capì quale fosse il mondo per lui più affascinante. Iniziò a scrivere per la “Rivista di Firenze”, della quale diventò poi redattore.

Tornato a casa in seguito all’arruolamento durante la Prima Guerra d’Indipendenza, fondò la rivista satirica “Il lampione” che venne subito censurata. In seguito scrisse delle commedie per il periodico da lui stesso fondato, “Scaramuccia”. Nel 1859 scrisse il primo articolo con lo pseudonimo di Collodi, che è il nome di una frazione del paese in cui nacque sua a madre.

Fece parte della redazione di un dizionario il “Novo vocabolario della lingua italiana secondo l’uso di Firenze”. Dopo aver tradotto alcune fiabe francesi, si cimentò nella stesura de “Le avventure di Pinocchio” pubblicate dalla rivista per l’infanzia “Il Giornale per i bambini”. Nel 1883 pubblicò il romanzo “Le avventure di Pinocchio” e divenne direttore de “Il Giornale per i bambini”.

Nel 1956 è stato inaugurato il Parco di Pinocchio nei pressi di Lucca, al cui interno ci sono edifici, sculture e mosaici che riportano scene dell’opera di Collodi. Pinocchio è stato trasformato in cartone animato dalla Walt Disney, che ha però modificato alcune parti.

Altri articoli che potrebbero interessarti: