Recensione Libro “Le cose accadono”
Angelo Cannavacciuolo
Citazione
“…la voce di chiunque…Credo che non viva di esistenza propria, ma sia un po’ come i nostri sentimenti, non ci sono perché esistono e basta, siamo noi che li creiamo, con la nostra dedizione, la nostra cura.”
Di cosa parla “Le cose accadono” di Angelo Cannavacciuolo
La trama de “Le cose accadono” di Angelo Cannavacciuolo è intessuta di personaggi costretti ad una vita fatta di stenti, di adattamenti. Michele, il protagonista, dopo aver trascorso un’infanzia povera ad Acerra, si trasferisce con la famiglia al Vomero, un quartiere ricco di Napoli, dove il padre inizia a lavorare come portiere in un palazzo. Il tempo passa e quel bambino timido diventa un logopedista di quarant’anni che convive con una donna, Costanza, che fa parte dell’alta borghesia. Le giornate sembrano trascorrere tranquille, riempite dalle abitudini e dal lavoro. Ma un giorno accade l’imprevisto, qualcosa che non può passare inosservato e da allora tutto si rivoluzione. Michele frequentando una casafamiglia per svolgere la sua attività di logopedista, incontra lo sguardo di una bimba di cinque anni, Martina, che ha una rabbia dentro devastante, ma allo stesso tempo una forza ammirabile.
La conoscenza di questa bambina gli sconvolge l’esistenza a tal punto da fargli decidere di adottarla, per rendergli la vita migliore, per non sentirsi responsabile del dolore di una creatura che non ha colpe, ma nel corso della storia Michele si trova ad affrontare residui di un passato che erano stati accantonati e deve mettersi in discussione con la realtà complicata dei fatti.
Un libro che parla di una storia personale, ma anche di una città difficile da gestire e da vivere. Un romanzo dai mille volti imbronciati e sorridenti che identifica molto bene l’identità contrastante di Napoli con le sue difficoltà sempre in agguato, ma anche con le sue bellezze da affascinare turisti incuriositi provenienti da tutto il mondo.
Chi è Angelo Cannavacciuolo
Nasce a Napoli nel 1956. Comincia la sua carriera come attore in Sapore di Mare 1 e 2 di Carlo Vanzina, Le occasioni di Rosa e Blues Metropolitano di Salvatore Piscicelli, poi scrive per la televisioni, il cinema e il teatro. Finalista in molti concorsi letterari tra cui il Premio Elsa Morante con i suoi romanzi “Il soffio delle fate”, “Acque basse” e “Guardiani delle nuvole” che è divenuto poi un film diretto da Luciano Odorisio e vincitore della Piramide d’oro al Festival Internazionale del Cinema del Cairo. “Il soffio delle fate” è diventata anche un’opera lirica e un suo dramma è stato musicato da Filippo Zigante per essere rappresentato in Germania al Theater Vorpommern




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