Recensione Libro Le notti bianche

Ad un tratto ebbi l'impressione che tutti volessero abbandonarmi e allontanarsi da me…quando tutta Pietroburgo spiegò le ali e se ne andò improvvisamente in campagna. Fu una sensazione terribile rimanere da solo e, in preda ad un profondo sconforto, vagai tre giorni interi per la città, senza capire minimamente cosa mi succedesse.
Recensione Libro Le notti bianche

Prezzo: € 6,00

Di cosa parla Le notti bianche di Fëdor Michajlovič Dostoevskij

Le notti bianche di Dostoevskij è un romanzo d’amore e abbandono.

Nelle prime pagine del libro Le notti bianche lo scrittore descrive, facendo parlare in prima persona il protagonista, le strade di San Pietroburgo, i suoi palazzi, i suoi ponti, e come la città cambia a seconda delle stagioni.

Il protagonista de Le notti bianche è un impiegato, un uomo solo, un sognatore, che non è riuscito mai a stringere dei legami duraturi e intimi con le persone, e che trascorre le sue notti insonni passeggiando sulle sponde del fiume di San Pietroburgo.

Proprio durante una di queste sue lunghe camminate che ha un incontro particolare, un incontro con una donna che cambierà le sue nottate, ma anche tutta la sua vita.

Nasten’ka è una ragazza che sta vivendo in maniera disperata la fine del suo amore.
I due, appena incontrati, durante lo scorrere vellutato della notte, iniziano a confidarsi, a condividere i propri mali, i momenti di malinconia e di tristezza.

L’impiegato, grazie alla sua compagnia comincia a sentirsi meno solo, si sente capito e riesce a percepire se stesso nel mondo reale, mentre si muove, agisce, non soltanto pensa. Ma tutto questo avviene in assenza di luce, sotto lampioni, quasi come se lui continuasse a volersi nascondere.

Dal confronto con la donna, riesce a stabilire un contatto con tutto quello che lo circonda, riesce a vivere le proprie emozioni, quelle che fino ad un attimo prima aveva ignorato, da cui aveva preso le distanze, come per difendersi dal coinvolgimento e non soffrire nel caso in cui ci sarebbe stata una rottura, una perdita.

Nasten’ka appare come colei che attraverso il suoi sensi, molto più sviluppati di quelli di lui, attraverso i suoi racconti e il suo sguardo, riesce a mostrargli l’alternativa, la parte mancante, quella irrazionale, che all’uomo non è ancora visibile. Ma quando lei ritorna dal suo vecchio amore, l’impiegato ritrova la casa spoglia, e le sue giornate svuotate di quel valore che Nasten’ka aveva reso al suo tempo. Così improvvisamente torna la luce, è mattino, ma quella luce invece di far risplendere le cose, sembra, paradossalmente, oscurarle.

Dostoevskij però fa proseguire il suo romanzo Le notti bianche, perché c’è qualcosa che perdura, che va oltre la storia, l’incontro, e la perdita, il finale è rivelato nell’impronta che lascia questo rapporto durato appena quattro notti.

Informazioni
Data recensione
Titolo
Le notti bianche
Punteggio
4

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