Recensione Libro Meglio soffrire che mettere in un ripostiglio il cuore

Ho una decina di libri da leggere e ho smesso di difendermi da tutta la bellezza che c’è in giro, da tutta la bellezza che si nasconde bene ma si lascia anche trovare volentieri.
Recensione Libro Meglio soffrire che mettere in un ripostiglio il cuore

Prezzo: € 15,00

Di cosa parla Meglio soffrire che mettere in un ripostiglio il cuore di Susanna Casciani

Meglio soffrire che mettere in un ripostiglio il cuore di Susanna Casciani è uno di quei libri consigliati per l’estate 2016, perché nonostante il titolo possa far presupporre una storia d’amore complicata e strappalacrime, è una storia scritta con leggerezza, a tratti ironica e che induce a sperare nel cambiamento in meglio.

Susanna Casciani con questo libro è riuscita ad aprirsi un bel varco fra gli scrittori italiani che raccontano l’amore senza però far sprofondare il lettore nel pessimismo acuto tipico di alcune storie, in questo un po’ rivedo i romanzi di Federica Bosco, sempre arguta e ironica nel suo modo di descrivere i sentimenti e i rapporti.

Il successo di questo libro è stato decretato già prima dell’uscita in libreria per la casa editrice Mondadori, infatti, la storia di Casciani nasce sui social network. La scrittrice nel 2010 ha aperto una pagina Facebook intitolata Meglio soffrire che mettere in un ripostiglio il cuore, che in poco tempo è stata seguita da quasi 200.000 persone. A questo punto non si poteva non raccogliere i suoi post e farne un romanzo.

La trama è molto semplice, si racconta di un amore andato nel peggiore dei modi possibili. Anna e Tommaso si sono conosciuti da giovani e si sono innamorati di un amore coinvolgente, totalizzante. Lui è il tipico bravo ragazzo che si prende cura della sua donna in tutti i modi, spronandola per farle raggiungere tutti i suoi obiettivi, difendendola da tutto e tutti.

Tommaso lo fa perché Anna è una ragazza fragile, chiusa troppo in se stessa, una donna che non sa come porsi nel mondo, che soffre di attacchi di panico e non sa quale direzione prendere. Poi però un giorno le cose cambiano, lei inizia a sentirlo distante e quando affrontano l’argomento, Tommaso le dice di non amarla più e lascia la loro casa.

Anna cade in profonda depressione, il mondo intero si schianta su di lei che non sa come affrontare tutto quel dolore. Per questo scrive un diario, per questo inizia i suoi monologhi, per non perdere di vista la vita che ha davanti, per trovare una soluzione.

In questa prima parte del libro Meglio soffrire che mettere in un ripostiglio il cuore dobbiamo fare i conti con un dolore immenso, straziante, attimi in cui la ragazza non crede di riuscire ad andare avanti mentre spera che lui ritorni da lei dicendo che nulla era vero, che era tutto uno scherzo.

I giorni però passano e nulla cambia, lui è lontano, chissà dove e Anna comincia a chiedersi se la causa di tutto non sia una conseguenza del suo modo di essere, delle sue mancanze, del suo aspetto estetico. Come in una favola la tragedia lascia spazio ai bei ricordi e il lettore avrà modo di perdersi nella loro storia, il primo incontro, le prime sensazioni, l’amore che invade… insomma la felicità.

Grazie alla bellezza del passato e al tempo che scorre, Anna lentamente e senza neppure rendersene conto inizia a risalire dagli inferi, reagisce con forza, impara a sanare le ferite e a fare a meno di lui. Ecco che torna quel sorriso che mancava da troppo tempo, ecco che il tempo non è più un nemico da combattere ma un alleato e soprattutto Anna comprende che la vita va vissuta e non sprecata.

Forse non a tutti è concesso di tornare indietro per recuperare la storia quando un amore finisce, forse non tutti sono in grado di reagire a una caduta, ma il libro Meglio soffrire che mettere in un ripostiglio il cuore ha un linguaggio semplice e universale, perché tutti prima o poi si trovano a guardarsi dentro per capire cosa sia accaduto, di chi siano le responsabilità e come fare per tornare alla quotidianità senza più quel logorante strappo al cuore.

Di sicuro il libro di Susanna Cascini è più adatto a un pubblico femminile e giovane, ma se lo leggessero anche gli uomini sarebbe più facile capire l’universo complesso e dalle mille sfaccettature della donna.

Concludo questa recensione con una citazione che trovo illuminante: “Tu ringrazia, ringrazia tutti quelli che ci sono stati e che per un po’ ti hanno resa felice. Anche se non ce l’hanno fatta a rimanerti accanto. Non odiarli. Siamo deboli, siamo così deboli e fragili che ci è impossibile non ferirci a vicenda.”

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