Recensione Libro “Mi chiamavano piccolo fallimento”

Non sono autorizzato a sapere ciò che mio padre sa, ovvero che tutto quello a cui tengo è falso.
Recensione Libro “Mi chiamavano piccolo fallimento”

Prezzo: € 18,00

Di cosa parla “Mi chiamavano piccolo fallimento” di Gary Shteyngart

Forse non sono molti quelli che hanno letto l’ultimo libro di Gary Shtengart “Mi chiamavano piccolo fallimento” pubblicato da Guanda, e pochi sanno che lo scrittore è stato segnalato dal New Yorker come uno dei migliori autori americani under 40.

Inoltre ancora meno lettori probabilmente sono a conoscenza del fatto che “Mi chiamavano piccolo fallimento” è rientrato nei 100 libri da leggere del 2014 nella classifica stilata dal New York Times.

Ciò di cui ci racconta Gary Shteyngart è la sua storia da ebreo russo, le sue difficoltà provocate da un’asma che sembrava incurabile, ma che poteva essere risolta con uno spray magico che l’Occidente possedeva, la storia di lui bambino considerato un Piccolo Fallimento da sua madre, che avrebbe tanto voluto che il figlio si laureasse in medicina o legge per riscattarli di tanti sacrifici.

Ma questo riscatto non arriverà, perché Gary intraprende un’altra strada, quella della scrittura per parlare di sé, della sua famiglia e del suo popolo, che vive mille contraddizioni.

Gary è un ragazzo problematico, che vive un po’ isolato e che cerca una strada sua per affrontare la vita, pur consapevole che per anni non ha fatto altro che “essere una persona infelice che cercava di cavarsela”.

La bravura di questo autore tanto amato in America e molto meno come scrittore dai genitori, che gli ricordano che presto verrà dimenticato, sta nel raccontare tutto con tristezza, ma anche con profonda ironia.

Di certo “Mi chiamavano piccolo fallimento” è uno di quei libri che noi italiani possiamo amare di meno, pur apprezzando le doti dell’autore, non conoscendo alcuni aspetti della Storia che in qualche modo hanno segnato la sua vita e quella di tanti russi ebrei.

Quel che però appare certo anche al più cieco dei lettori è che quel ragazzino fuori dal comune, che appariva come un fallimento persino agli occhi dei genitori, ce l’ha fatta.

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