Recensione libro Nata libera

Abbiamo raggiunto il nostro scopo: Elsa è libera: da più di anno vive la vita naturale e indipendente di una leonessa selvaggia, e tuttavia mantiene il suo affetto per noi che l’abbiamo assistita per tanto tempo. Chi può dire fin dove ci sarà permesso di seguire il corso della sua vita futura? Noi, certo, faremo di tutto.
Recensione libro Nata libera

Prezzo: € 6,46

Di cosa parla Nata libera di Joy Adamson

Nata libera narra la storia della leonessa Elsa che, vissuta con i coniugi Adamson per i primi anni della sua vita, accudita come qualsiasi cucciolo di animale domestico, amata e rispettata nella sua “natura selvaggia”, viene resa indipendente e restituita alla savana africana dopo essere cresciuta in cattività.

È il 1956 quando George Adamson, capo guardiacaccia di una vasta riserva del Kenya, è costretto a sparare a una leonessa piombata all’improvviso da dietro un cespuglio.

Non può sapere che il felino è madre di tre cuccioli e che con quel proiettile ha reso orfane tre vite. Amareggiato dalla propria azione, consapevole del drammatico destino cui i tre cuccioli andrebbero incontro senza una madre in grado di accudirli e sfamarli, George prende una decisione inattesa, una scelta forse un po’ audace ma sicuramente favorevole per le tre creature: prendersi cura di loro e portarle a casa con sé.

Entrambi consapevoli delle tante incertezze e difficoltà cui andranno incontro a seguito della presa in carico dei tre felini, i coniugi Adamson, che da sempre si schierano dalla parte della natura, hanno un unico obiettivo da portare a termine: tentare in tutti i modi di salvare quei cuccioli che richiedono cure e attenzioni, cibo e protezione, una responsabilità che, forse, George sa di essere sua, per l’uccisione inattesa della giovane madre.

Per cinque mesi le tre sorelle crescono sane e forti sotto le costanti e premurose cure di Joy e George ma il tempo trascorre, i leoni crescono e i coniugi sanno di non poterle tenere sempre con loro. Tanti sono gli ostacoli da superare, da quelli pratici di spazio e disponibilità di cibo, al fatto che si tratta di animali selvaggi e, seppur riconoscenti verso i loro “genitori adottivi”, potenzialmente feroci e pericolosi per il semplice fatto di essere dei leoni.

Innamoratasi sin da subito delle tre creature, Joy prova un particolare affetto verso la più piccola, che decide di chiamare Elsa in ricordo a un’amica del cuore.

Consci di non potersi prendere cura di tutte e tre, gli Adamson capiscono che le due leoncine più grandi e forti non possono restare per sempre nella loro terra natale e, seppur con amarezza e delusione, accettano la proposta di condurle allo zoo di Rotterdam, nonostante le inquietudini e il totale dissenso che Joy ha sempre manifestato verso quegli ambienti che destinano gli animali a una vita in gabbia.

Col passare del tempo, cercando di dimenticare in qualche modo la scelta forzata dell’allontanamento delle sorelle di Elsa, Joy e George dedicano ogni momento delle loro giornate alla piccola leoncina, che cresce sana e forte, venendo in contatto poco a poco con i tanti animali che fanno dell’Africa la terra più selvaggia in assoluto.

Per Joy e George, la sola idea di dover privare anche Elsa di quel mondo meraviglioso, della libertà che le appartiene di diritto, di una vita a contatto con le altre innumerevoli creature del Creato, della possibilità di procreare ella stessa e di vivere libera nel suo mondo natale, è intollerabile. Per questo decidono di compiere un’impresa “impossibile”, una scelta che mai nessuno prima di loro ha realizzato: restituire la libertà a Elsa, insegnarle a cacciare e a vivere indipendente come i suoi simili selvaggi.

Reintrodurre un animale nato in cattività nel suo habitat è come condannare quell’animale a morte certa. L’individuo non è in grado di sostenersi e ben presto la natura lo sovrasta, ma i coniugi Adamson sono decisi a cercare di fare in modo che i loro tentativi portino a qualcosa di concreto e a un lieto fine.

È stata proprio la determinazione, la volontà e i sacrifici che hanno permesso il raggiungimento di quel lieto fine tanto auspicato, ed Elsa, dopo innumerevoli tentativi, sofferenze, malattie, dolori e quasi ripensamenti da parte dei coniugi, è diventata una leonessa selvaggia, libera e indipendente, ha creato una sua famiglia e ha riconosciuto i suoi “genitori adottivi” mostrando loro i suoi cuccioli, quasi a volerli ringraziare per tutto quello che hanno fatto per lei, per essersi schierati contro il mondo e per aver rischiato tanto.

La storia di Elsa si è diffusa in tutto il mondo e gli Adamson hanno scritto libri per raccontare le loro tante avventure con gli animali dell’Africa selvaggia. Joy Adamson, naturalista e appassionata pittrice, ha scritto Nata libera e altri saggi che testimoniano la sua incredibile vocazione nel dare tutta se stessa per proteggere una natura indomita. Elsa è stata, forse, la creatura alla quale Joy si è legata maggiormente e per la cui libertà ha lottato fino allo stremo delle forze.

Dal libro Nata libera, best-seller internazionale scritto nel 1960, è stato tratto anche un film, e la storia di Elsa ha commosso e impressionato milioni di persone di tutto il mondo.

Recensione scritta da Margherita Acs

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