Recensione Libro Nelle terre estreme

‘Cento giorni! È fatta!’ annotò giubilmente il 5 agosto 1992, fiero di aver raggiunto un traguardo così significativo. ‘Ma con un soffio di vita addosso. La morte incombe minacciosa. Troppo debole per mettermi in marcia, letteralmente intrappolato nella foresta’.
Recensione Libro Nelle terre estreme

Prezzo: € 17,60

Di cosa parla Nelle terre estreme di Jon Krakauer

Nel libro Nelle terre estreme di Jon Krakauer viene raccontata l’avventura del nomade Chris McCandless attraverso il suo diario e gli aneddoti di chi l’ha conosciuto. Chris non era un ragazzo come tanti. Amante del rischio, della forza estrema della natura; voglioso forse troppo di dimostrare il proprio coraggio o, per molti, la propria incoscienza giovanile, si spinse oltre le proprie capacità e ne pagò le conseguenze con la sua stessa vita.

Dopo essersi laureato con ottimi voti all’Emory University, in Georgia, decise di lasciare la sicurezza della civiltà nonché la caoticità di quest’ultima per una vita cui aveva sempre auspicato. Abbandonò la propria auto e i beni personali, bruciò i contanti, diede in beneficenza tutti i suoi risparmi per un pellegrinaggio in solitaria attraverso l’America del nord in cerca di un’esperienza unica e fuori dal comune, per molti un suicidio, per lui una ricerca di se stesso o di un’illusoria felicità.

Per due anni Chris McCandless viaggiò tra gli Stati Uniti e il Messico, conoscendo gente che gli trasmise messaggi profondi e unici, mantenendosi lavorando nei campi del South Dakota e trasferendosi infine al nord, verso l’Alaska, la sua meta sin dall’inizio.

Costantemente accompagnato dai libri dei suoi autori preferiti quali Tolstoj, London, Thoureau, Chris era convinto che la gioia di vivere poteva derivare solo dall’incontro con nuove esperienze, dall’avere un orizzonte in continuo mutamento e dall’essere in grado di abbandonare la propria sicurezza, il conformismo e le tradizioni per trovarsi ogni giorno sotto un sole nuovo e diverso.

Avverso alle relazioni troppo strette, amava la solitudine e riteneva che fosse scorretto credere che la gioia di una persona potesse derivare solo o principalmente dai legami umani. La sua forte “seduzione” per la natura e la sua brama soppiantavano il desiderio del contatto con gli altri.

Tuttavia, dalle testimonianze di coloro che lo conobbero durante il suo pellegrinaggio, emerge che Chris McCandless fosse un ragazzo con intenzioni serie, propenso, prima o poi, a metter su famiglia e contrario alle relazioni sentimentali fugaci.

La sua voglia quasi maniacale di libertà, il suo anticonformismo, la sua ripugnanza per l’uomo moderno superficiale e totalmente dipendente dalla tecnologia spinsero Chris a raggiungere una zona estrema dell’Alaska, nel Denali Park, dove ha trascorso i suoi ultimi quattro mesi di vita tra la foresta incontaminata e utilizzando come rifugio un autobus abbandonato.

Dagli appunti del diario di McCandless vengono alla luce le sue attività quotidiane nella natura: caccia per procurarsi il cibo, camminate lungo il fiume, scorte di legna e riparazioni dell’abitacolo, ma più di tutto cercò di evitare il più possibile che il gelo lo uccidesse.

Impressionanti, le annotazioni scarabocchiate sul vetro rotto del bus: “Da due anni cammina per il mondo. Niente telefono, niente piscina, niente animali, niente sigarette. Il massimo della libertà. Un estremista. Un viaggiatore esteta la cui dimora è la strada. Scappato da Atalanta. Mai dovrai fare ritorno perché the west is the best. E adesso, dopo due anni a zonzo, arriva la grande avventura finale. L’apice della battaglia per uccidere l’essere falso dentro di sé e concludere vittoriosamente il pellegrinaggio spirituale…”.

L’autore Jon Krakauer, saggista e alpinista statunitense, conosciuto dal grande pubblico sia per il libro Nelle terre estreme in cui racconta l’avventura di Chris McCandless, sia per i suoi numerosi libri incentrati soprattutto sulle scalate di alta montagna. Ha partecipato in prima persona a diverse spedizioni in Alaska, sulle Ande e sull’Everest. È sul tetto del mondo che, nel 1996, è sopravvissuto a una tragedia che ha successivamente raccontato nel romanzo Aria sottile.

Per trascrivere il best seller Nelle terre estreme, pubblicato nel 1996, Krakauer si è documentato a lungo sulle vicende di Chris, raccogliendo diverse testimonianze da coloro che hanno conosciuto il ragazzo nei suoi due anni di vagabondaggio e dai familiari, in particolar modo dalla sorella Carine, molto legata al fratello e terribilmente sofferente per la sua perdita.

La vicenda di Chris McCandless, conclusasi con la sua morte per inedia, o avvelenamento, e pervasa dalla sua irrefrenabile volontà di essere parte integrante di una natura troppo estrema e difficile da poter controllare, non è l’unica testimonianza di uomini, forse incoscienti, forse troppo sicuri di loro stessi, che hanno voltato faccia alla società e alla modernizzazione per una vita, in un certo senso, primordiale.

Sicuramente, Chris non si è arreso e ha lottato sino al suo ultimo respiro. La natura, però, talvolta può essere violenta e invalicabile. Con lui lo è stata e niente ha potuto cambiare la drammaticità del suo destino.

Nel 2007 Seann Penn, appassionatosi alla vita di Chris McCandless decise di farne un film intitolato Into the Wild – Nelle terre selvagge, di cui si è occupato anche della sceneggiatura ispirandosi al libro Nelle terre estreme di Kreakauer.

Recensione scritta da Margherita Acs

Hai qualcosa da aggiungere a questa recensione? Lascia un commento!