Di cosa parla “Non avevo capito niente” di Diego De Silva

“Non avevo capito niente” di Diego De Silva è un libro brillante, che tocca gli argomenti più disparati: dall’amore alla camorra, dai rapporti interpersonali alle difficoltà di vivere in una città come Napoli.

Vincenzo, il protagonista di “Non avevo capito niente” è un giovane avvocato napoletano ancora innamorato della moglie che lo ha lasciato e con cui si continua a incontrare clandestinamente, mentre cerca di affrontare le difficoltà del suo rapporto complesso con i figli.

Si trascina nelle sue giornate, nello studio arredato con i mobili Ikea, nel suo mondo fuori da tutto, fino a quando gli accadono due cose che stravolgeranno completamente le sue abitudini e il suo tempo. Viene nominato difensore d’ufficio di un becchino della camorra che lo “costringe” a dover riprendere in mano i libri di diritto per rimettersi in gioco, e incontra una donna, Alessandra, una avvocato civilista affascinante, con cui inizia una relazione d’amore.

Tra i due avvenimenti ci sono tutta una serie di riflessioni del protagonista, che altro non sono che i pensieri di Diego De Silva raccontati attraverso la voce di Michele, soffermandosi sulla vita in generale, ma anche su argomenti meno discussi solitamente come la delinquenza e i problemi del sistema sociale.

Un romanzo che scorre con leggerezza, ma che lascia segni al passaggio. Una trama per nulla complessa, ma che non si sofferma sulle mediocrità. “Non avevo capito niente” merita una recensione più che positiva per il modo in cui Diego De Silva è riuscito ad affrontare argomenti di vita quotidiana e sociale senza cadere nella banalità.