Recensione Libro “Non avevo capito niente”
Diego De Silva
Citazione
“Io vorrei, vorrei davvero che i dispiaceri scaduti, le persone sbagliate, le risposte che non ho dato, i debiti contratti senza bisogno, le piccole meschinità che mi hanno avvelenato il fegato, tutte le cose a cui ancora penso, le storie d’amore soprattutto, sparissero dalla mia testa e non si facessero più vedere, ma sono piedi di strascichi, di fantasmi disoccupati che vengono spesso a trovarmi.”
Di cosa parla “Non avevo capito niente” di Diego De Silva
“Non avevo capito niente” di Diego De Silva è un libro brillante, che tocca gli argomenti più disparati: dall’amore alla camorra, dai rapporti interpersonali alle difficoltà di vivere in una città come Napoli.
Vincenzo, il protagonista, è un giovane avvocato napoletano ancora innamorato della moglie che lo ha lasciato e con cui si continua a incontrare clandestinamente, mentre cerca di affrontare le difficoltà del suo rapporto complesso con i figli.
Si trascina nelle sue giornate, nello studio arredato con i mobili Ikea, nel suo mondo fuori da tutto, fino a quando gli accadono due cose che stravolgeranno completamente le sue abitudini e il suo tempo. Viene nominato difensore d’ufficio di un becchino della camorra che lo “costringe” a dover riprendere in mano i libri di diritto per rimettersi in gioco, e incontra una donna, Alessandra, un Pubblico Ministero affascinante, con cui inizia una relazione d’amore.
Un romanzo che scorre con leggerezza, ma che lascia segni al passaggio. Una trama per nulla complessa, ma che non si sofferma sulle mediocrità. “Non avevo capito niente” merita una recensione più che positiva per il modo in cui Diego De Silva è riuscito ad affrontare argomenti di vita quotidiana e sociale senza cadere nella banalità.
Chi è Diego De Silva
Nato a Napoli nel 1964 è scrittore, sceneggiatore e giornalista, collabora con Il Mattino e con il Giudizio Universale. Tra le sue opere vanno ricordate: “La donna di scorta” finalista al premio Montblanc; “Certi Bambini”, premio selezione Campiello, libro da cui è stato tratto il film omonimo diretto dai fratelli Frazzi vincitore del David di Donatello; “Da un’altra carne”, premio Melfi; e “Non avevo capito niente” vincitore del premio Napoli, finalista al premio Recanati e finalista del premio Strega. Con la collaborazione di Antonio Pascale e Valeria Parrella ha scritto uno spettacolo teatrale dal titolo Tre terzi per la regia di Giuseppe Bertolucci.





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