La donna della panchina
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Recensione Libro Non pregare, Pat

Quello che ignori è il tuo essere, perché non avendo ricordi, ti senti una persona piuttosto vuota. Non avendo mai amato nessuno, ti senti una persona vuota.
Senza di te
Recensione Libro Non pregare, Pat

Prezzo: € 9,50

Di cosa parla Non pregare, Pat di Serena Linari

Serena Linari con il libro Non pregare, Pat – A chi sa che non c’è nulla da aspettarsi ha scritto una storia intensa, profonda, che induce a riflettere sulla condizione dell’essere umano, sulle sue debolezze e sul suo modo di affrontare il dolore.

Il punto centrale è che non è il corpo ciò che conta realmente, non l’aspetto estetico né quello che mostri, ma tutto quello che vibra nell’anima e quando questo immenso contenitore di emozioni è vuoto, diventa tutto difficile.

Nel romanzo Non pregare, Pat viene affrontato il tema della perdita, in seguito a una rapina andata male che stronca la vita di Paolo, amico di Pat. Il ragazzo, attimo dopo attimo, sente consumarsi l’anima, logorarsi, cedere sotto il peso di una sofferenza insopportabile. E tutto questo accade mentre lui sconta la sua pena in carcere a causa di quella maledetta rapina.

Caldo amaro

Pat perde il contatto con la realtà, i ricordi non bastano, non riescono ad alleggerire il dolore e lui si lascia andare, come se non gl’interessasse più nulla, come se volesse morire prima dentro e poi forse un giorno non molto lontano anche fuori.

Per Pat persino il “dolore estenuante è migliore del¬la tua vita senza di Lui,” perché prima di Lui la vita era vuota e inutile.

Leggendo Non pregare, Pat si conoscono sentimenti taciuti e momenti della vita di Pat, il cui amore, fuso con il dolore che prova, lo sta uccidendo lentamente.

Questo libro racconta di amore e di strazio, di svuotamento dell’anima, di bisogno di avere accanto la persona adorata, di condividere e di esistere insieme.

Serena Linari ha scritto un romanzo in cui la psicologia è molto presente nella storia e tende a chiarire quei lati oscuri di una persona condannata a patire una sofferenza che sembra insopportabile.

La scrittura è serrata, ricca di spunti interessanti, con un ritmo che non rallenta mai e che appassiona.

In Non pregare, Pat c’è un dialogo che il protagonista fa con se stesso e che spesso fa mettere in dubbio al lettore la sanità della sua mente che corre da un angolo all’altro della stanza del suo passato.

Quella di Linari è una bella storia, un romanzo che parte da dentro e da lì non esce mai.

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