Recensione Libro Northanger Abbey

Chi desidera farsi amare dovrebbe sempre essere ignorante. Avere una mente ben formata equivale a non poter indulgere alla vanità altrui; e questo una persona dotata di buon senso desidererà sempre evitarlo. In particolar modo una donna, se ha la sventura di sapere qualcosa, dovrebbe nasconderlo quanto meglio può.
Recensione Libro Northanger Abbey

Prezzo: € 9,00

Di cosa parla Northanger Abbey di Jane Austen

Non servono presentazioni per una delle scrittrici più amate Jane Austen, conosciuta per i suoi grandi successi, due su tutti Ragione e sentimento e Orgoglio e pregiudizio.

Northanger Abbey è sicuramente tra i sei romanzi pubblicati di Jane Austen quello che ha riscosso minore successo, ma anche il meno innovativo e intrigante.

In questo libro, pubblicato dopo la morte della Austen e anche molti anni dopo rispetto a quando sarebbe dovuto essere diffuso, è semplice e poco incisivo, proprio come la sua protagonista.

Catherine è una donna quasi banale, senza troppo slancio e abbastanza ingenua, ma la scrittrice con la sua solita ironia non fa che marcare continuamente il suo ruolo da eroina nella storia, mostrandoci così nel contrasto la sua distanza siderale con l’immagine che dovrebbe dare di sé.

Catherine ha diciassette anni e sin dalle prime pagine del romanzo Northanger Abbey dà l’idea di essere poco intelligente. Ha una passione incredibile per i romanzi gotici, non fa che parlarne con i conoscenti e gli amici, difendendo il genere dagli attacchi di chi li riteneva libricini per persone sciocche.

Catherine ha umili origini, abita in campagna con la famiglia, ma viene invitata dagli Allen, dei vicini, a trascorrere le vacanze a Bath. Sarà in questa incantevole città che la ragazza avrà il primo vero contatto con la società del tempo, dedita alle cose frivole e all’apparenza.

Durante questo periodo stringerà amicizia con due famiglie molto differenti: quella dei Thorpe e quella dei Tilney. Sarà invitata proprio da quest’ultima famiglia a trascorrere un po’ di tempo nell’Abbazia di Northanger. La ragazza accetta con entusiasmo l’invito sia perché perdutamente innamorata di Henry, figlio dei Tilney, sia per poter conoscere le stanze dell’Abbazia.

Forse influenzata dai romanzi che legge o dall’atmosfera dell’Abbazia di Northanger, Catherine trascorrerà molte delle sue ore alla ricerca di indizi che le svelino misteri, lasciandosi trasportare un po’ troppo dall’immaginazione.

Nonostante Northanger Abbey sia sicuramente da annoverare come il romanzo meno riuscito di Jane Austen, anche in questo ci sono frasi degne di nota e un’analisi sarcastica della società, che spesso viene ridicolizzata.

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