Recensione libro Per il resto chiedete a Pennac

Appiccicato alla saracinesca verde c'era un cartello rosso con la scritta in bianco: 'Chi vuol essere lieto sia del diman non v'è certezza, io me ne vado all'estero a mangiare un piatto di minestra.
Recensione libro Per il resto chiedete a Pennac

Prezzo: € 5,00

Di cosa parla Per il resto chiedete a Pennac di Erwin De Greef

Il romanzo breve Per il resto chiedete a Pennac è una divertente passeggiata nella vita lavorativa dell’autore-protagonista Erwin De Greef. Figlio di una benestante famiglia siciliana, il rampollo De Greef è l’unico della dinastia che non ha alcuna intenzione di laurearsi, e che vuole aggredire da subito il mondo del lavoro.

Il primo contatto con il mondo del lavoro Erwin lo aveva avuto da liceale, quando durante un’estate caldissima, assieme a due amici, decide di raccogliere l’uva da destinare alla vendemmia per pochi spiccioli. Da quella faticosa giornata il giovane protagonista di Per il resto chiedete a Pennac capisce che il suo desiderio di affermarsi nel lavoro, è importante e fondamentale.

Riesce a trovare il compromesso con la sua famiglia: farà l’Università, ma la facoltà la sceglierà lui. In realtà l’Università resta un luogo sconosciuto per Erwin, che inizia una serie di lavoretti, ognuno a suo modo caratterizzato da esperienze particolari.

Il romanzo si apre con l’ennesimo colloquio sostenuto dal protagonista, che riesce ad ottenere il lavoro più ambito d’inizio secolo: il teleoperatore di un call-center. Mentre si racconta dell’attività di vendita tramite il telefono, Erwin De Greef ripercorre tutti i suoi precedenti lavori, descrivendone in modo molto divertente modalità e persone conosciute.

Uno spaccato di vita sincero, che non ha nessuna pretesa polemica, né tanto meno velleità saggistiche. Il romanzo è la descrizione del simpatico percorso ad ostacoli che deve affrontare chi in Italia, e in particolar modo al Sud, cerca un impiego.

Il libro è scritto molto bene, ha un buon ritmo e conduce ad una riflessione agro-dolce: mentre tutti, a ragione, si lamentano dei contratti a progetto, in questo paese c’è anche chi vede questo tipo d’inquadramento un vero e proprio traguardo, avendo alle spalle una carriera da “lavoratore sommerso”.

Per il resto chiedete a Pennac è scritto con una punteggiatura molto personale, come se volesse essere una sorta di chiacchierata tra amici che, per sbaglio, è finita impressa sulla carta. I capitoli sono intervallati da brevi telefonate surreali, divertenti e a volte tragiche, che il protagonista del romanzo fa durante il suo lavoro da tele-seller.

Il libro di Erwin De Greef è un racconto da leggere, perché scritto con personalità, ottimo stile, e un sarcasmo delicato che fa sorridere ad ogni pagina.

Chi è Erwin De Greef

Erwin De Greef è nato a Palermo nel 1968 ed è un giornalista musicale che si diverte a scrivere romanzi ironici davvero ben fatti. In passato ha già pubblicato l’antologia Ritmi Urbani e Dio c’è e bacia benissimo.

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