Recensione Libro “Perdas de Fogu”
Mama Sabot & Massimo Carlotto
Citazione
“L’inquinamento da nanoparticelle non è bonificabile e la zona del poligono sta diventando un’enorme discarica…il giorno che emergerà questa verità nessuno comprerà più i prodotti della zona. E poi il trenta per cento dei malati della sindrome di Quierra sono proprio loro, gente che fa una vita sanissima all’aria aperta…”
Di cosa parla “Perdas de Fogu” Massimo Carlotto & Mama Sabot
“Perdas de Fogu” di Massimo Carlotto e Mama Sabot non è solo un romanzo, ma è il frutto di un’inchiesta meticolosa durata molti anni, che porta alla luce fatti che difficilmente si affrontano in maniera così scrupolosa, facendo salire a galla verità intriganti e scomode.
Pierre, il protagonista, è un disertore che per salvarsi la pelle è costretto a svolgere lavori illegali, a sfidare persone pericolose che vogliono vederlo morto. Nina invece è una ricercatrice veterinaria che studia gli effetti nocivi dell’inquinamento bellico sugli animali, nella zona del poligono di Salto di Quierra, e che per i risultati dei suoi esperimenti diventa un personaggio scomodo per politici, militari, malavitosi e industrie belliche.
Questo noir di Carlotto, affiancato nell’indagine e nella stesura del libro da Mama Sabot, un gruppo di giovani scrittori cagliaritani, è un’inchiesta dettagliata e documentata della privatizzazione di un poligono militare in Sardegna, che vide coinvolte ditte italiane, francesi e inglesi, in attività che sono state ritenute delle coperture. Il risultato degli esperimenti che vennero fatti a Perdas de Fogu, è stato un alto tasso di persone malate di tumore e bambini nati con gravi malformazioni. Un libro socialmente importante, che denuncia fatti gravi avvenuti nel nostro paese. Un romanzo ben intessuto con colpi di scena intriganti.
Chi è Massimo Carlotto
Nato a Padova nel 1956. Il suo è un caso giudiziario molto controverso. Nel 1976 nella sua abitazione venne uccisa una studentessa con 59 coltellate. Massimo Carlotto scopre la vittima e denuncia l’accaduto ai Carabinieri che l’arrestano per omicidio. Si avvia il processo che in Corte di Cassazione conferma la pena con reclusione. Carlotto fugge in Francia e poi in Messico, ma dopo tre anni di latitanza viene catturato e portato in Italia, dove si riavvia il processo per revisione. Alla fine viene condannato a 16 anni, ma l’opinione pubblica si attiva in suo favore e il Presidente della Repubblica Scalfaro nel 1993 gli concede la grazia.
Il suo primo libro “Il fuggiasco” è un’autobiografia in cui racconta il suo periodo di latitanza. Dal romanzo è stato poi tratto un film diretto da Andrea Manni. Inoltre ha scritto “La verità dell’alligatore”, “Il maestro dei nodi” con cui ha vinto il Premio Scerbanenco; un fumetto dal titolo “Dimmi che non vuoi morire”, “Arrivederci amore ciao”, da cui è stato tratto l’omonimo film di Michele Soavi.




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