Recensione Libro “Piccole donne”
Louisa May Alcott
Citazione
“Natale non è Natale senza regali – si lamentò Jo, sdraiata sulla coperta.”
Di cosa parla “Piccole donne” di Louisa May Alcott
Il romanzo “Piccole donne” di Louisa May Alcott è considerato tra i capolavori della letteratura per l’infanzia, ma è molto amato anche dal pubblico adulto.
La storia è incentrata su quattro sorelle, Amy, Jo, Meg e Beth che vivono con la madre e la domestica, mentre il padre è al fronte a combatte la Guerra di Secessione.
La guerra fa da sfondo alle loro vicende, perché in primo piano ci sono le grandi avventure e le piccole disavventure delle quattro ragazze. Certo la loro vita è segnata dalle continue preoccupazioni per il padre lontano e per le ristrettezze economiche che si trovano a subire proprio in conseguenza della guerra, ma quello che risalta maggiormente è la loro storia.
Le sorelle infatti sono molto unite e grazie alla loro solida amicizia, al modo semplice di affrontare le giornate godendo delle piccole cose quotidiane, riescono a non soccombere alle difficoltà che si presentano.La spensieratezza che c’è in casa viene, però, messa a dura prova da vari eventi, arriva la notizia della malattia del padre, la madre è costretta a partire e poi anche Beth cade malata. Ed è proprio in queste fasi negative che le ragazze mostrano la bellezza e la solidità del loro rapporto, nonostante la diversità del loro carattere e del modo di affrontare i problemi.
Il libro ruota attorno ai racconti che identificano e mostrano le quattro sorelle, ma a fare da perno, con un ruolo predominante è la madre. La donna osserva tutto quello che avviene in casa, attenta a non perdersi nulla, è sempre vigile, ma capace di lasciare spazio dando libertà di scelta, rendendo così la possibilità ad Amy, Jo, Meg e Beth di vivere le proprie esperienze, senza interferire.
Quello che un lettore attento può notare perdendosi nelle pagine del romanzo “Piccole donne” è che la realtà che viene descritta è molto lontana dalla nostra, le situazioni sono subite ed affrontate in maniera completamente differente.
Una malattia che adesso è semplice da debellare, ovviamente allora poteva essere mortale, le donne, inoltre, ricoprivano un ruolo più defilato nella società e, per di più, in assenza di informazioni e tecnologie, i rapporti venivano vissuti con una maggiore genuinità.
La scrittrice Louisa May Alcott, in “Piccole donne” riesce a mettere l’accento su tematiche importanti, mostrandoci fino in fondo il carattere delle protagoniste e le loro reazioni dinanzi ai fatti quotidiani.
Jo in particolare, viene descritta come colei che combatte contro le regole che conformavano le donne ad un ruolo secondario, per mostrarsi per quello che è, senza doversi mostrare indifesa e fragile, quasi sottomessa alla volontà comune. Lotta per poter vivere i propri piaceri, senza temere il giudizio altrui, ma ascoltando i consigli della madre, che avendo più esperienza rispetto a lei, l’aiuta ad essere amorevole e una donna migliore.
“Piccole donne” è un romanzo che possiede non solo una buona storia che fa appassionare, ma anche dei messaggi molto interessanti, soprattutto quelli che derivano dai discorsi fatti tra la mamma e le figlie. Un libro indimenticabile per la vecchia generazione, ma che può trovare una giusta collocazione anche nelle nuove leve.
Chi è Louisa May Alcott
Nasce a Germantown nel 1832 e muore a Boston nel 1888. Ha svolto svariati lavori prima di diventare scrittrice, a causa dei problemi economici in cui viveva la famiglia. Tra le varie mansione è stata anche governante e sarta.
Nel 1868 è stato pubblicato “Piccole donne” che è un romanzo che prende spunto dalla sua vita, definito, per le tante similitudini con la sua storia, autobiografico. Oltre a “Piccole donne crescono”, sono stati pubblicati anche “I ragazzi di Jo” e “Piccoli uomini”. E’ morta per avvelenamento da mercurio. Molti i film tratti dal suo romanzo di maggior successo “Piccole donne”.




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