La donna della panchina
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Recensione Libro “Piccolo manuale di autodifesa verbale. Per affrontare con sicurezza offese e provocazioni” di Barbara Berckhan

Combattere o litigare non è la cosa più furba da fare. Ogni battaglia che intraprendete, infatti, comporta effetti collaterali, soprattutto per voi.
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Recensione Libro “Piccolo manuale di autodifesa verbale. Per affrontare con sicurezza offese e provocazioni” di Barbara Berckhan

Prezzo: € 7,00

Di cosa parla “Piccolo manuale di autodifesa verbale. Per affrontare con sicurezza offese e provocazioni” di Barbara Berckhan

Il libro “Piccolo manuale di autodifesa verbale” di Barbara Berckhan è nella traduzione di Cristina Malimpensa.

Si tratta di un manualetto pratico di agevole e affascinante lettura che dà indicazioni su come comportarsi di fronte all’offesa verbale e alle provocazioni: l’autrice, esperta di comunicazione, sviscera il tema e ci prospetta diverse soluzioni ad hoc.

L’arroganza e la ferita provocata dall’offesa possono far male ed è necessario essere preparati per poter agire con consapevolezza e per limitare i danni di situazioni che coinvolgono molti aspetti, dall’autostima fino ai più diversi livelli della realtà personale e relazionale.

La giusta azione può sicuramente gestire il problema ma è un’arte sapere essere equilibrati in questo: fondamentali si rivelano a tal fine la conoscenza delle strategie e la pazienza nell’applicarle.

A tale scopo, la nostra autrice prende in considerazione vari aspetti che vanno dall’arte di “non-combattere” ispirata alle arti marziali, al valore della comunicazione corretta, a quello del sapere aspettare nel reagire e al silenzio come scelta di non agire alla provocazione.

Caldo amaro

Importanti sono le diverse strategie consigliate: per esempio davanti alle offese e all’arroganza si può cambiare discorso o distrarre chi ci offende, così spiazzandolo; ci si può fermare prima di reagire e magari non reagire affatto: ma tutto questo va fatto a ragion veduta.

I temi toccati nel “Piccolo manuale di autodifesa verbale” sono molti: quelli più interessanti riguardano sicuramente il non-combattimento: se non reagiamo, il provocatore ha fallito nel suo intento, che era quello di chiamarci alla lotta. Il più forte, a questo punto, sembra essere colui che è stato provocato: il silenzio può essere vincente.

Altre tecniche distraenti, che ricordano ora il lavoro del prestigiatore, ora quello dell’artista marziale, sono interessanti: abbracciare l’avversario per immobilizzarlo; fargli perdere l’equilibrio utilizzando la sua stessa forza; confonderlo con argomenti che non c’entrano nulla con la questione in ballo, utilizzando non-sense o magari proverbi che non hanno collegamenti di sorta con gli argomenti posti dal nostro villano interlocutore/provocatore.
Sorprendere l’avversario del momento spiazzandolo è un’ottima tecnica!

Il testo contiene anche numerosi altri spunti di riflessione sulle nostre rivalità e occasioni di contrasto quotidiane, sulla comunicazione corretta, sui rapporti e sulle idee per ottimizzare le situazioni a rischio offesa.

Nel libro si parla ovviamente anche di autostima, di agire, di reagire, di opinione, del dibattito, ma anche, direttamente e non, di mettersi al posto dell’altro, sviscerando vari punti da valutare attentamente. Pieno di strategie, alcune conosciute, altre interessanti innovazioni nella visione dell’autrice; perlopiù applicabili nel quotidiano. Da leggere per applicarne le idee proposte.

Recensione scritta da Lucia Donati

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