Recensione Libro “Quasi arzilli”

Nello sconvolgimento generale che aveva zittito tutti, dagli essere umani ai passeri in volo, il solitario urlo di Basilio squarciò il cielo. ‘Viva la Libertà!’.
Recensione Libro “Quasi arzilli”

Prezzo: € 12,00

Di cosa parla “Quasi arzilli” di Simona Morani

Se volete trascorrere qualche ora in piacevole compagnia di un bel libricino da leggere “Quasi arzilli” di Simona Morani, pubblicato dalla casa editrice Giunti, è quello che fa per voi.

Ricalcando un po’ “BarLume” di Marco Malvaldi, Simona Morani ci riconduce in quell’ambientazione.

“Quasi arzilli” è una storia ironica, che vi strapperà spesso qualche sorriso, ma che allo stesso tempo vi farà riflettere sulla condizione degli anziani, quelli che generalmente non sono molto considerati dalla società pur essendo il fulcro di tutto.

In “Quasi arzilli” troviamo protagonisti un po’ avanti con l’età che non si arrendono al tempo che passa, ma cercano di prendersi le loro libertà e vivere come meglio credono, nonostante un po’ acciaccati dai malanni e con tanti pensieri che gli frullano per la testa.

Da poco è morto Ermenegildo, un amico per tutti quelli che frequentano il bar, ma anche per gli altri paesani. Ognuno di loro è sconvolto e c’è chi inizia a vivere con ansia i propri giorni, sentendosi male e cercando il modo per non soccombere alla paura della morte.

Ma c’è anche il lato comico, perché il simpatico Gino, detto Apecar ha comprato un’ape, nonostante non potesse più guidare, e se ne va in giro a terrorizzare con la sua guida spericolata le persone. E poi c’è Corrado, il vigile, che da mesi cerca il modo di beccarlo sul fatto per mandare lui e gli altri anziani della combriccola all’ospizio.

Ma gli anziani non si lasciano intimorire, anzi mettono in piedi piani astuti per continuare a fare ciò che vogliono e vivere i loro ultimi anni divertendosi.

“Quasi arzilli” di Simona Morani è un romanzo carino, che trova sicuramente ispirazione dalla vita di tutti i giorni e che vuole far riflettere con allegria sull’anzianità e la morte.

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