Recensione Libro.it intervista Kety Franzolin autrice del libro “This is me”

Intervista alla scrittrice Kety Franzolin autrice del libro fantasy "This is me"
Recensione Libro.it intervista Kety Franzolin autrice del libro “This is me”
  1. Per iniziare… raccontaci qualcosa di te, qualcosa che vorresti che i nostri lettori sapessero?

Sono nata il 24 settembre 1981 a Dolo, nella provincia veneziana, sono la prima di tre sorelle, genitori separati. Sono sposata e ho avuto da poco una bellissima bambina. Mi fermo qui perché non voglio annoiare i vostri lettori con note autobiografiche che, se dovessi davvero scrivere del tutto, potrebbero diventare un altro libro (la mia famiglia è piuttosto incasinata… avete presente “Beautiful”?). Vorrei solo che i vostri lettori sapessero che amo scrivere, lo faccio da quando avevo poco più di 14 anni, e che per me scrivere è una necessità tanto quanto respirare. Poco importa se un giorno riuscirò ad avere successo o meno: continuerei comunque a scrivere, non riesco a farne a meno.

Da dove nasce l’idea che ha ispirato questo romanzo?

Non saprei; sembrerà strano ma in realtà ce l’ho in testa da quando ero un’adolescente, ma mi  sono sempre detta che scriverla su carta sarebbe stata una cosa troppo folle. Avevo  paura di scrivere un fantasy, perché lo ritenevo troppo astratto, troppo lontano dalla realtà perché la gente lo potesse capire; preferivo scrivere altri romanzi (non editi) ambientati nel mondo attuale. Poi in questi ultimi anni ho letto i romanzi della Meyer e della Rice e mi sono detta: “Ma se loro hanno scritto di vampiri & co. avendo un successo planetario, perché non posso farlo io?”. E così mi sono fatta coraggio e ho scritto “This is me”.  E caso vuole che sia riuscita a pubblicare proprio quello per cui da ragazzina non avrei scommesso un centesimo!

Puoi riassumerci in poche parole il tuo libro “This is me”?

E’ un libro che in realtà vuol far sognare la gente; credo che staccare la spina dal grigiore quotidiano o dai propri problemi per vivere in un mondo fantastico che ha comunque delle risposte anche per il mondo reale sia una bellissima cosa. La storia è ambientata a metà fra la Luna e Atlantide, al momento del risveglio delle Quattro Guerriere Leggendarie (Aria, Acqua, Terra e Fuoco) per proteggere e sostenere l’appena nata Regina Selene nella lotta contro il Regno Oscuro, così come l’Antica Profezia esige. Ma qualcosa va storto, e il Fuoco si incarna nel corpo di una potente strega nera, Reiki, dando vita a un’antichissima profezia ancor più potente della prima. Il lettore scoprirà quindi il mondo e la trasformazione di Reiki da Strega Nera a Guerriera Leggendaria, la seguirà nei suoi tormenti più intimi, fino a struggersi con lei in una storia d’amore proibita fra lei e il Custode del Tempo, e a respirare il profondo legame con le sue sorelle Guerriere e la sua amata Regina Selene. Fino alla fine, quando l’unica vera leggenda si compirà, portandoci al secondo capitolo della saga.

Quando è prevista l’uscita del secondo capitolo della trilogia?

Salvo intoppi legati alla mia figlia e al mio lavoro, fra un anno circa, devo solo trovare il tempo di mettermi davanti il pc, e soprattutto, di trovare una casa editrice disposta a pubblicarmi il seguito senza dover spendere cifre esorbitanti. Non nascondo che se “This is me” avrà un buon seguito fra la gente, farò di tutto per far uscire anche il seguito, “Watch me burn” nel più breve tempo possibile. Ad ogni modo, se qualche lettore avesse qualche curiosità o dubbio sul romanzo, può tranquillamente contattarmi nella mia pagina Facebook.

Quali sono gli elementi essenziali di cui non puoi fare a meno quando cominci a raccontare una storia?

Cerco sempre di inchiodare il lettore al romanzo sin dalla prima riga, a prescindere dalla storia. Il lettore deve capire che davanti ha la possibilità di evadere piacevolmente dai suoi problemi almeno per un po’… Questo mondo ne è pieno purtroppo. E non posso fare a meno di raccontare storie d’amore, dalle più banali a quelle più struggenti.. e di sentimenti comuni (ma spesso dimenticati o sottovalutati) come l’amicizia, la lealtà e la fede.

Qual è il senso della scrittura per te?

E’ un mezzo che può far diventare questo mondo un posto migliore.  Credo che scrivere sia una delle cose che riesco a fare meglio, e ho deciso quindi di sfruttarla e di farla conoscere agli altri perché riflettano e magari possano trovare, in mezzo alle vicende di altri personaggi, la propria risposta al disagio che sentono. Non conosco una sola persona che non abbia avuto qualche momento difficile nella propria vita, o che non riescono ancora a trovare il proprio equilibrio in questo mondo frenetico: voglio che in qualche maniera le mie storie entrino in loro e possano aiutarli. Anche magari solo per sorridere, o per distrarsi un po’. Se poi riescono davvero a far propri i miei messaggi.. Beh, allora penso che c’è ancora qualche possibilità che il mondo diventi un posto migliore per tutti. Progetto ambizioso, lo so, ma sognare è forse un delitto?

Il romanzo che hai amato di più?

“Monster” di Christopher Pike; è stato il primo libro che in quinta elementare sono riuscita a comprarmi con i miei soldi. Premetto che non è un romanzo per bambini di quell’età (è un horror per un pubblico dai 12 anni in su), ma già all’epoca avevo le idee ben chiare sui miei generi narrativi preferiti. Anche “Oggetti di reato” della Cornwell,  “Ritorno a casa” della Pilcher, la saga di “Ramses” di C. Jaque hanno segnato momenti particolari della mia vita. Ho qualche riluttanza ad ammetterlo, ma anche la saga “ Twilight” della Meyer mi è cara: non tanto per la storia in sé o per lo stile, ma perché è stato leggendo quei romanzi che ho capito che forse avrei potuto farcela anch’io.. o almeno spero!

Quello che non consiglieresti mai a nessuno?

Partendo dal presupposto che a mio parere la bellezza è qualcosa di molto soggettivo, non mi piacciono i romanzi di Danielle Steel. Ne ho letti due e non mi sono piaciuti così tanto che faccio persino fatica a ricordare i titoli.. Non sono proprio il mio genere, li trovo fin troppo scontati, ma come si suol dire: de gustibus!