Recensione libro “Il mondo deve sapere”
Michela Murgia
Citazione
“Ho aperto la porta del piano terra e mi ha assalito, dal secondo piano, un suono assimilabile a un martello pneumatico dentro una scatola di latta. Deh, oggi non si telefona, ho pensato. Perchè con i muratori di fianco, chi mai mi sentirà? Non erano i muratori. Era il Kirby.”
Di cosa parla “Il mondo deve sapere” di Michela Murgia
Michela Murgia racconta la storia di Camilla, una ragazza laureata che trova impiego presso il call-center di un’azienda che vende un elettrodomestico porta a porta. L’azienda in questione è la Kirby, con la quale buona parte degli italiani ha avuto a che fare nella fase di disperata ricerca di primo impiego.
Camilla racconta la sua esperienza come telefonista con tono esilarante, offrendo una versione del precariato vista dall’interno. Questo libro ha nel punto d’osservazione una delle sue carte vincenti: mentre tutti parlano di quello che vogliono, credono e desiderano i lavoratori precari senza aver mai provato sulla propria pelle essere precario, la Murgia racconta storie di vita vissuta.
Ed ecco spiegata la devozione delle ragazze all’oggetto Kirby: un aggeggio rumoroso, difficile da manovrare e, soprattutto costosissimo. Ma guai a chiamarlo elettrodomestico, perché il Kirby è uno status symbol, un piede di porco indispensabile alle casalinghe per scardinare la monotonia delle giornate passate in casa a rassettare.
La telefonista Camilla racconta i rapporti con superiori e colleghi, le lezioncine motivazionali e le esilaranti tipologie di telefonate alla quale in trenta giorni di lavoro, ha dovuto fare l’abitudine. La sua attività di telefonista le permette anche di individuare i diversi target di casalinghe che rispondono al telefono, e che si trovano investite da una serie infinita di frasi studiate nei minimi particolari per costringerle ad accettare in casa il consulente, che mostrerà le incredibili funzioni dell’elettrodomestico.
Scritti sulle pagine di un blog, i racconti sull’avventura lavorativa di Michela Murgia, sono stati poi raccolti nel libro “Il mondo deve sapere”, dal quale sono stati tratti un’opera teatrale per la regia di David Emmer, e il fortunato film di Paolo Virzì “Tutta la vita davanti”.
La Murgia, grazie ad un senso dell’ironia probabilmente innato, riesce a coinvolgere il lettore, facendolo rivedere sia nel malcapitato di turno costretto a rispondere al telefono dopo la prima forchettata dell’agognato pranzo, sia nella povera telefonista, costretta a mentire anche a se stessa per trovare “la giusta motivazione”, e non diventare una misera perdente.
Uno spaccato reale, per niente esagerato, scritto molto bene, che dovrebbe far riflettere su alcune pressioni psicologiche in ambienti lavorativi dove, contando sulla necessità di conservare il posto di lavoro, si consuma una nuova forma di mobbing,
Chi è Michela Murgia
Michela Murgia è nata a Cabras il 3 giugno del 1972 ed è laureata in teologia. Prima di diventare scrittrice ha lavorato come dirigente amministrativo in una centrale termoelettrica, come portiere di notte e insegnante di religione. Diventata famosa per il blog sul quale ha iniziato a pubblicare i dissacranti racconti sulla vita dei lavoratori precari, oggi collabora con testate giornalistiche e case editrici. Dopo “Il mondo deve sapere”, ha pubblicato, tra gli altri: “Viaggio in Sardegna - undici percorsi nell’isola che non si vede”e “Accabadora”.


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