Recensione Libro.it intervista la scrittrice Mira Susic

Recensione Libro intervista alla scrittrice Mira Susic.
Recensione Libro.it intervista la scrittrice Mira Susic

1. Per iniziare… raccontaci qualcosa di te, qualcosa che vorresti che i nostri lettori sapessero prima di entrare in contatto con i libri che hai scritto.

Io sono nata a Trieste, una città di confine crocevia di lingue, religioni e culture che la storia con la lettera maiuscola la vissuta sulla propria pelle, in particolare quella del XX° secolo. Questo aspetto particolare della mia città mi ha portato a interessarmi dei paesi, dei popoli e delle culture diverse dalla mia portandomi a studiare le lingue straniere Le conoscenza del prossimo ti arricchisce e da insegnate mi sono trovata a rispondere a molte domande dei mie studenti che volevano conoscere e sapere e darsi delle risposte sul passato, sul vissuto dei loro genitori ma anche dei loro nonni.

2. Parlaci del tuo progetto sui Paesi che hanno preso parte alla seconda guerra mondiale?

Conoscere il passato, per capire il presente e cercare di almeno prevedere in grandi linee il futuro per non ripetere gli errori del passato. Ecco questa potrebbe essere la chiave di lettura del mio lavoro di autrice di libri di saggistica storica. La seconda guerra mondiale fu una delle due catastrofi belliche che avevano sconvolto l ‘intera umanità nel XX° secolo. Entrambi i conflitti scoppiarono in Europa per poi estendersi negli altri continenti. Il secondo conflitto mondiale fu il più cruento e sanguino nella storia dell’umanità.
I miei libri fanno parte di una serie di libri dedicati alla seconda guerra mondiale nei quali presento il ruolo avuto da alcuni singoli paesi nel conflitto.Il punto di partenza sono le cosiddette grandi nazioni o le grandi potenze se uso l’espressione di Tomaš G Masaryk, fautore della nascita della Cecoslovacchia nel 1918 dopo il crollo dell’Impero austro-ungarico, che avevano inciso sulle sorti del conflitto. Nel mio progetto poi passo ad esaminare il destino avuto nel conflitto delle piccole nazioni, risultate determinanti per lo scoppio del conflitto ovvero i piccoli stati. In sostanza si tratta di un lavoro di ricerca impostato da diversi anni non ancora finito, dato che ho in programma di affrontare ancora dei argomenti collegati al filo del discorso impostato nei miei cinque libri. già usciti. Il cinque libri possono però essere letti anche separatamente dai lettori interessati.
Per adesso ho in mente di affrontare due argomenti : il ruolo della Polonia, della Cecoslovacchia e della Yugoslavia nella seconda guerra mondiale, poi si vedrà.
Mi piacerebbe un giorno anche poter esaminare i rapporti tra le potenze dell’Asse, in particolare la reazione non solo politica ma anche personale tra i due dittatori Adolf Hitler e Benito Mussolini affrontando la questione dei rapporti ambigui tra i due paesi contraddistinti da progetti di dominio sia del nazismo sia del fascismo in palese contrasto tra di loro sopratutto nell’ area balcanica e del Mediterraneo Un argomento che mi interessa particolarmente sono i rapporti nel mondo anglosassone la cosiddetta relazione speciale tra Londra e Washington. In sostanza le idee non mancano.

3. Nei tuoi libri analizzi le relazioni tra gli alleati, le dinamiche dei rapporti tra i leader politici, senza dimenticare il ruolo dell’economia e dei militari nella seconda guerra mondiale. Da dove nasce l’idea?

Mi sono sempre chiesta come veniva visto il secondo conflitto mondiale dalle potenze coinvolte. Il destino dei conflitti viene deciso da molti fattori: dalle scelte politiche o diplomatiche,(alleanze), dalla quantità di uomini e mezzi schierati in campo, dalle capacità produttive dei singoli contendenti ecc. Un altro fattore che suscitava il mio interesse erano i rapporti personali tra i diversi capi di stato, dittatori , primi ministri, presidenti e vertici militari. Il secondo conflitto mondiale fu deciso anche dai rapporti personali tra i capi di stato tra i vertici militari e in particolare dalla loro capacità di accantonare rivalità personali ed ideologiche. Ecco questo può essere il punto di partenza della mia analisi storica della seconda guerra mondiale.

4. Cosa vorresti che il lettore cogliesse leggendo i tuoi cinque libri?

Nei miei libri ho cercato di mostrare gli avvenimenti da me trattati dal punto di vista delle potenze coinvolte nel secondo conflitto mondiale, quelle vincitrici e quelle perdenti. Spingere il lettore alla riflessione personale e spronarlo ad un pensiero autonomo, una riflessione, che varchi i confini dei manuali scolastici e si apra a nuove valutazioni. anche critiche del testo, questo potrebbe essere quello che il lettore potrebbe cogliere dai miei libri. Da insegnate cerco di sviluppare un pensiero critico e indipendente nei miei alunni. Non mi aspetto che tutti i lettori concordino in pieno con le mie tesi esposte nei miei libri. Io ho dato una chiave di lettura basta su fonti internazionali e nazionali documentate, ogni lettore però può avere una sua chiave di lettura. Anzi, auspico che ciò succeda.

5. Quanto studio c’è dietro la stesura di questi testi e quanto è stato impegnativo rimettere insieme documenti e informazioni per dare vita a quest’opera?

Dietro ogni libro ci sono ore ed ore di lavoro non importa se si tratti di una poesia, un racconto o un romanzo. Scrivere un libro di saggistica richiede un ulteriore lavoro di ricerca di fonti bibliografiche, consultazione di archivi e documenti. Ciò richiede tempo e pazienza. Ogni informazione deve essere confrontata, verificata e soppesata ma sopratutto documentata se si vuole fare un lavoro serio. Un libro di qualità scientifica di saggistica non si può scrivere in breve tempo, ci vogliono mesi o addirittura anni di lavoro. Purtroppo nelle librerie si possono trovare libri di saggistica che trattano svariati argomenti scritti in modo veloce, troppo veloce. Io li definisco testi assemblati con informazioni gettate qua e là senza adeguati approfondimenti scientifici. Nel scrivere i miei libri mi sono presa tutto il tempo necessario ed ho consultato innumerevoli fonti estere e nazionali per potere dare al lettore un quadro completo ed esaustivo dell’argomento da me prescelto. Per dirlo in breve ci sono voluti degli anni.

6. Qual è il romanzo che ha “rivoluzionato” la tua vita conducendoti alla scrittura?

Non posso dire che ci sia stato un romanzo o un libro particolare che mi abbia rivoluzionato la vita per spingermi a scrivere. In generale da bambina mi piaceva leggere le favole, specialmente quelle popolari, avevano esse suscitato in me un particolare interesse. Con le favole sono cresciuta dato che mia madre me le leggeva e la nonna me le raccontava oppure se le inventava. Mio fratello ed io stavamo ad ascoltarle. Io appartengo alla generazione del Carosello, quando i bambini andavano a nanna puntualmente dopo la sua fine.

Ecco, credo proprio che siano state le favole a spingermi a interessarmi della storia dei popoli e delle culture. A scuola la storia era una delle mie materie preferite.

7. Quale libro non consiglieresti mai a nessuno?

Secondo me ogni libro merita di essere letto per il semplice fatto : se non lo leggi non puoi crearti un opinione del suo contenuto. Da ogni libro puoi imparare qualcosa di utile o di inutile su cui puoi trarre le tue conclusioni personali e riflettere. Dietro ogni libro c’è un messaggio che in ogni caso vale la pena di conoscere. Purtroppo in Italia si pubblica molto, ma pochi libri vengono realmente letti. Io rispetto ogni opera letteraria e di saggistica, perché dietro ogni testo scritto c’è il lavoro di uno scrittore che ci ha ammesso il suo impegno per scriverlo. Credetemi non è facile produrre un testo di qualunque tipo di qualità.

8. Adesso è arrivato il momento per porti da sola una domanda che nessuno ti ha mai fatto, ma a cui avresti sempre voluto rispondere…

A volte mi pongo una domanda : vale la pena di scrivere libri di saggistica per un autore emergente? Beh, se hai qualcosa da dire e hai il coraggio di affrontare il rischio di un mercato complesso come è quello editoriale che è abituato a non rischiare e a non investire nell’innovazione letteraria, puoi affrontare l’avventura e provare a sfondare, cosa molto difficile e ardua, ma almeno ci provi. Molte volte purtroppo l’esito finale non dipende dall’autore che può essere capace e dotato, ma da altri fattori legati la funzionamento del mercato editoriale nel suo complesso.

Ringrazio i lettori che hanno già letto i miei libri e quelli che forse, incuriositi, decideranno di leggerli.

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