Recensione Libro Rosso nella notte bianca

La corruzione dell’anima Ulisse l’ha conosciuta a quattordici anni. È cominciata con immagini blasfeme, demoniache, che nel tentare di ricacciarle tornavano in mente…
Recensione Libro Rosso nella notte bianca

Prezzo: € 12,00

Di cosa parla Rosso nella notte bianca di Stefano Valenti

Per quanto si possa riconoscere il valore di un libro come Rosso nella notte bianca di Stefano Valenti non è detto che poi quella storia debba per forza piacere.

Forse è stata la scrittura poco scorrevole in alcuni passaggi, volutamente messa nero su bianco con una punteggiatura poco classica nei dialoghi, forse per la rabbia che sprigiona a causa della storia che racconta non ho amato questo libro come probabilmente avrei dovuto.

Questi però sono pareri personali, è per una questione di gusto, credo, di scelta stilistica a me poco incline, perché in fondo ne riconosco la bell’intessitura della trama.

Si evince tanto disagio nel protagonista del libro Rosso nella notte bianca, si denota tanta rabbia e voglia di vendetta nella sua mente e la necessità di mettere un punto a quello che pur accaduto nel passato, tormenta anche nel presente e lo farà in futuro.

Dopo tanti anni di assenza dal suo paese, Ulisse ritorna nel luogo che l’ha visto crescere per mettere in atto la sua vendetta. Siamo nel 1994, anno in cui il governo guidato da Berlusconi assolda esponenti del Movimento Sociale Italiano, persone che si rifanno alle idee di Mussolini. La Costituzione vieta che questo possa accadere, perché è un passo indietro, verso il Fascismo e la legge non ammette che ciò succeda.

Ulisse vuole farsi vendetta, non importa quali saranno le conseguenze; lui che durante la Seconda guerra mondiale è diventato un partigiano nella brigata Matteotti trova indecente l’accaduto e ammazza Mario Ferrari.

Lo fa dopo aver ricordato, sofferto, essersi piegato al delirio, dopo aver perduto tutto ciò che amava a causa degli uomini cattivi e di una guerra assurda. Uccide senza nascondersi e a chi accorre per vedere cosa è accaduto dice di chiamare i carabinieri…

“Ulisse decise di vivere come se dovesse morire l’indomani.”

Sicuramente l’aspetto più interessante del libro è come la verità di ogni personaggio venga manifestata; c’è sincerità, quasi un bisogno fisico di non fingere ma mostrarsi con tutti i lati pendenti che una persona può avere.

I fatti sono narrati da Stefano Valenti quasi con violenza, perché non c’è altro modo per dire quello che è. La storia del nostro Paese così come la storia del protagonista non può che essere descritta così com’è stata percepita e vissuta.

Il libro mette in risalto i vinti e i vincitori della Storia attraverso piccoli paragrafi, tanti pensieri sulla società, la corruzione, la lotta, la sottomissione e la necessità di vendetta.

E poi nel libro Rosso nella notte bianca vengono raccontate le vicende di Giuditta, madre di Ulisse, e di Nerina, sua sorella, vittime entrambe della violenza di alcuni uomini e della mente che non è riuscita a sopportare la gravità della tragedia.

Rosso nella notte bianca di Stefano Valenti è quindi un libro che ha molto da dire, nonostante le poche pagine che il lettore incontrerà lungo in cammino. Un romanzo che scava nei lati oscuri delle persone, che porta alla luce le miserie dell’anima, ma anche della Storia, e la pochezza di spirito di alcuni uomini. Un libro che racconta la violenza fisica e mentale con lucidità e un obiettivo ben chiaro…

Chiudo questa recensione con il riportare una citazione presa dal libro, una lunga frase essenziale che custodisce il significato di tutto il romanzo e che si trova nella parte finale di Rosso nella notte bianca, quella più bella:

“… L’Italia è l’unica nazione del nostro mondo dove un movimento di nuovi fascisti, un movimento che è parente della dittatura… è tornato al potere. L’Italia è l’unica democrazia dove un partito così è al potere. L’Italia è l’unico paese dove estremisti di destra e nostalgici non sono isolati nel riconsiderare il fascismo, nel tenerlo in considerazione, e con loro politici, industriali, intellettuali. L’Italia è l’unica nazione del mondo dove ‘antifascista’ è diventata una parola come altre, confusa tra altre confujse parole, confusa con ‘anticomunista’. Nel 1994 è tornato al comando un partito di uomini che non hanno mai davvero dimenticato Mussolini.”

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