Recensione “Silloge senza nome” di Filippo Zanotti

Perché vivere di poesia è forse il modo più difficile, ma anche quello che gode di più privilegi.
Recensione “Silloge senza nome” di Filippo Zanotti

Filippo Zanotti con la sua silloge si è aggiudicato il secondo posto nella sezione “Poesie edite ed inedite” al Concorso Letterario “Autore di te stesso” – Premio Nazionale Campi Flegrei.
I suoi versi sono diretti e nello scorrere delle parole si può trovare l’immagine di ciò che si sta leggendo.

Le poesie di Filippo Zanotti sono alla portata di tutti, anche dei meno appassionati del genere. Hanno una semplicità nell’espressione che li rende, non solo di facile comprensione, ma anche interessanti e da approfondire.

Le sue parole mettono in risalto delle scene, soprattutto i paesaggi in cui si realizzano i sentimenti, luogo in cui si condividono pensieri, sensazioni e momenti.

Filippo Zanotti con il suo modo di esprimere l’intimità di ciò che si vive, conduce il lettore in una vicenda che non è la sua, ma gli appartiene dall’attimo in cui si appresta ad ascoltarla. Il poeta ci accompagna nel passato, all’interno di una storia più grande che è la Storia.