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Recensione Libro “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare”

Recensione Libro “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare”

Citazione
“Zorba rimase sul balcone, accanto all’uovo e alla gabbiana morta…Si sentiva ridicolo…Pensava a quando lo avrebbero preso in giro i due gatti rissosi se per caso l’avessero visto. Ma una promessa è una promessa, e così,…si addormentò con l’uovo bianco e macchioline azzurre ben strette contro il suo ventre nero.”


Prezzo: € 5,95

Di cosa parla “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare” di Luis Sepùlveda

Lo scrittore cileno Luis Sepùlveda nella “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare” ci racconta una favola che va al di là della diversità, che vuole mostrare come quasi tutto sia possibile quando c’è forza di volontà, coraggio e amore.

Il romanzo si apre con il tuffo di una gabbiana di nome Kengah che è in cerca di cibo nel mare del Nord. Ritornata a galla si rende conto di essere rimasta sola, lo stormo è ormai distante da lei, che si trova imprigionata in una macchia di petrolio. Riesce a spiccare comunque il volo prima che il petrolio penetri nei pori tarpandogli le ali e con sforzo riesce a raggiungere Amburgo, dove precipita quasi in fin di vita su un balcone di una casa.

E’ qui che la gabbianella incontra Zorba, un gatto nero, grande e grosso, a cui lei affida l’uovo che ha deposto. Kengah oramai priva di forze strappa una promessa al gatto. Gli chiede di covare l’uovo, di prendersi cura del pulcino e di insegnargli a volare.

Il gatto si rende conto della pazzia della richiesta, può riuscire a prendersi cura del pulcino, può essere presente nella sua vita, ma non può certo insegnargli a volare, visto che è un gatto e non sa come si faccia.

Zorba capisce che la gabbianella sta per morire e delira, ma quella che sembrava una richiesta impossibile sembra pian piano realizzarsi grazie al gatto e ad i suoi amici Diderot, Colonnello e Segretario, personaggi alquanto strani, che con dedizione e affetto si prendono cura di Fortuna, la piccola gabbianella, come se fosse uno di loro, una loro figlia. Il problema da affrontare però resta, come insegnargli a volare?

Per quanti sforzi facciano, Zorba e i suoi amici da soli non riescono a far spiccare il volo alla gabbianella, hanno bisogno di qualcuno che sia in grado di dargli una mano. A questo punto i gatti sono costretti a rompere un tabù e a parlare in una lingua diversa dalla loro, vanno così a chiedere aiuto all’unico individuo che pensano sia in grado di fargli mantenere la promessa: un uomo, un poeta dall’animo nobile e sensibile che riesce a comprendere la loro richiesta.

Sepùlveda in questo breve romanzo, in questa favola moderna, riesce a porre l’accento su vari temi importanti, e mostra il doppio volto dell’uomo, che oltre ad essere il responsabile dell’inquinamento dei mari, è in grado di apportare il suo aiuto e cambiare le cose, mostrando la sua parte sensibile e il suo rapporto simbiotico con l’ambiente circostante. Ma questo è solo un aspetto della storia, poiché nel libro sono tanti gli argomenti che si susseguono, primo tra i quali quello della diversità e della necessità di trovare un punto comune che riesca ad avvicinare, partendo dalla comunicazione e dalla condivisione. 

Leggi anche la recensione del libro “L’ombra di quel che eravamo” di Luis Sepùlveda

Chi è Luis Sepùlveda

Nasce a Ovalle nel 1949. A quindi anni si iscrisse alla Gioventù comunista e poco dopo iniziò a lavorare nel quotidiano Clarin. A vent’anni vinse il Premio Casa de las Americas con la raccolta di racconti “Crònicas de Pedro Nadie” e ricevette una borsa di studio nell’università di Mosca, dove rimase pochi mesi prima di essere espulso a causa di alcuni contatti che aveva con i dissidenti del luogo o per una relazione con una professoressa, il motivo dell’espulsione resta ancora incerto. Tornato in Cile fece parte del partito socialista e della guardia del Presidente Allende.

In seguito al colpo di stato di Pinochet, lo scrittore venne arrestato e torturato, ma grazie all’intervento di Amnesty International fu scarcerato e ritornò al suo vecchio lavoro, fece teatro, ma per gli argomenti trattati venne arrestato nuovamente con una condanna all’ergastolo che fu trasformata in una pena all’esilio, grazie al secondo intervento di Amnesty International.

Nel 79 andò a combattere in Nicaragua al fianco delle Brigate di Simon Bolivar e in seguito alla vittoria nella rivoluzione si trasferì ad Amburgo dove ha iniziato a lavorare come giornalista.
Tra i suoi romanzi “Il vecchio che leggeva romanzi d’amore”, “Il mondo alla fine del mondo”, “Diario di un killer sentimentale”, “Il generale e il giudice” , “La lampada di Aladino e altri racconti per vincere l’oblio”, “L’ombra di quel che eravamo“.

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