Recensione libro “Storie di ordinaria follia”
Charles Bukowski
Citazione
“Ero a terra, la fortuna m’aveva abbandonato un’altra volta, però adesso ero troppo nervoso, a furia di vino; debole, stralunato; ero troppo depresso per poter rimediare il solito lavoro tappa-buchi, e di tutto riposo, come addetto alle spedizioni, o magazziniere, sicché andai al Mattatoio e entrai dritto nell’ufficio”
Di cosa parla “Storie di ordinaria follia” di Charles Bukowski
“Storie di ordinaria follia” di Charles Bukowski raccoglie vari racconti, molto spesso ispirati agli avvenimenti della rocambolesca vita del suo autore. Bukowski ha descritto l’America negli anni successivi alla crisi del 29, dando voce e vitalità ad una popolazione che non ha trovato molto spazio nel rilancio della società americana.
I protagonisti dei romanzi di Bukowski, infatti, sono ubriaconi, barboni e prostitute che vivono di espedienti, troppo lenti per l’arrembante società americana che incita tutti a ricercare il successo. In “Storie di ordinaria follia” le passioni di Bukowski sono il rumore di fondo di tutte le storie: sesso, alcool e corse di cavalli.
L’autore infatti, sconvolge per il modo rude in cui racconta tutto, dall’amore alla violenza carnale, scardinando con le sue parole l’immagine di un’America bigotta e perbenista. Bukowski è stato uno dei padri della “Beat Generation”, ma non sono le etichette che hanno fatto di questo autore uno degli scrittori più amati nel panorama mondiale.
E’ la sua scrittura diretta, carica di sentimenti che sembrano saltare addosso al lettore, che sconvolge e attrae allo stesso tempo, facendo percepire il disagio, la rabbia, ma anche la desolazione dei personaggi. I protagonisti di queste storie mettono in evidenza una grande debolezza, un senso di sconfitta che li accomuna e, grazie alle parole di Bukowski, appaiono in qualche modo speciali.
“Storie di ordinaria follia” è la passerella su cui sfilano i personaggi che, nel corso degli anni, appariranno con altri nomi e uguali caratteristiche in tutte le sue numerose opere. Uomini e donne che non riuscendo a stare al passo con i tempi, si limitano a farsi da parte, a mettersi in un angolo e vivere con pochi sogni alcolizzati, spesso trainati dai cavalli dell’ippodromo.
Chi è Charles Bukowski
Henry Charles Bukowski è nato ad Andernach, in Germania, il 16 agosto 1920, ma dopo pochi anni dalla sua nascita, la famiglia si trasferì a Baltimora. Suo padre, ex militare americano, sarà spesso disoccupato durante gli anni della sua infanzia, e questo, oltre a generare una certa tensione in casa, costringerà il piccolo Charles ad una vita molto dura. In “Panino al prosciutto” Bukowski descrive la difficile situazione che ha vissuto durante l’adolescenza, quando una grave forma di acne, unita alla timidezza e all’ostilità dimostrata dai suoi coetanei nei suoi confornti per le origini tedesche, ne hanno fatto definitivamente un’emarginato.
A 24 anni pubblica i suoi primi racconti, ma non riuscendo ad ottenere grande successo, considera chiusa la sua parentesi con la letteratura. Starà fermo per ben 10 anni, in cui raccoglierà la rabbia, il dolore e la frustrazione, che diventeranno poi il suo marchio di fabbrica.
I racconti sono sempre ispirati alla sua vita, anche se la sua lucidità può essere serenamente messa in dubbio, considerato il suo scellerato rapporto con l’acool. La svolta della sua carriera avviene nel 1969, quando John Martin, editore di Black Sparrow gli offre uno stipendio di cento dollari al mese per tutta la vita. Bukowski, 49 anni suonati, una vita sregolata e una salute che tende al peggioramento, lascia il posto fisso come impiegato delle poste, e di mette a fare lo scrittore: il suo primo romanzo “Post Office” è un successo clamoroso.
I suoi romanzi e le sue poesie saranno sempre molto apprezzati dal pubblico, che impazzisce letteralmente ai sui reading, che Bukowski termina solitamente ubriaco perso. Dopo una vita passata tra sesso estremo, corse dei cavalli e tanto tanto alcool, si spegnerà il 9 marzo del 1994 a San Pedro per una leucemia fulminante, confortato da Linda Lee Beighl, la donna che ha vissuto con lui gli ultimi anni della sua sregolata vita.

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