Recensione Libro “Strada provinciale tre”
Simona Vinci
Citazione
“Non c’è un ricordo, non c’è l’idea del movimento verso qualcosa.
Non c’è niente verso cui muoversi. E’ muoversi l’importante. Non conta ormai neanche quello da cui si corre. Da cui si scappa.
Non sta scappando. Corre e basta.”
Di cosa parla “Strada provinciale tre” di Simona Vinci
Può essere una fuga o semplicemente un cammino quello che si appresta a compiere la protagonista di “Strada provinciale tre” di Simona Vinci. Basta sfogliare le prime pagine di questo libro per sentirsi catapultati in mezzo a quella via con l’asfalto che è rigido sotto le scarpe, lo smog dei camion che si è costretti a respirare, l’immagine dei campi che scorre lentamente. La strada è come se fosse viva, raccoglie al suo interno, tra le crepe, residui di giornata, mozzoni di sigarette, piume di uccello, forse anche pensieri.
Chi è Simona Vinci
Nata a Milano nel 1970 vive a Bologna. Il suo primo libro “Dei bambini non si sa niente”, vince il Premio Elsa Morante opera prima, ottiene un grande successo e suscita polemiche per il tema trattato. Ha scritto molti romanzi tra cui “In tutti i sensi come l’amore”, “Come prima delle madri”, “Stanza 411” e ha curato l’antologia “Ragazze che dovresti conoscere”.


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