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Recensione Libro “Strada provinciale tre”

Recensione Libro “Strada provinciale tre”

Citazione
“Non c’è un ricordo, non c’è l’idea del movimento verso qualcosa.
Non c’è niente verso cui muoversi. E’ muoversi l’importante. Non conta ormai neanche quello da cui si corre. Da cui si scappa.
Non sta scappando. Corre e basta.”


Prezzo: € 15

Di cosa parla “Strada provinciale tre” di Simona Vinci

Può essere una fuga o semplicemente un cammino quello che si appresta a compiere la protagonista di “Strada provinciale tre” di Simona Vinci. Basta sfogliare le prime pagine di questo libro per sentirsi catapultati in mezzo a quella via con l’asfalto che è rigido sotto le scarpe, lo smog dei camion che si è costretti a respirare, l’immagine dei campi che scorre lentamente. La strada è come se fosse viva, raccoglie al suo interno, tra le crepe, residui di giornata, mozzoni di sigarette, piume di uccello, forse anche pensieri.

Ma durante tutto il percorso, verso cosa non si sa, se verso qualcosa si sta muovendo, per quale motivo neanche, c’è un alone di mistero che accompagna i gesti della protagonista; ogni passo, ogni sguardo che posa sulle cose, ogni suono che sente e che raccoglie dentro di sé, tutto intriso di un ignoto da carpire. Ma soprattutto nel romanzo si percepisce continuamente il significato della libertà, il senso profondo di questo termine che può essere inteso in maniera diversa a seconda dell’individuo che vive una situazione, ma alla fine ha un denominatore comune, il sentimento di realizzazione che ci lascia addosso.

Chi è Simona Vinci

Nata a Milano nel 1970 vive a Bologna. Il suo primo libro “Dei bambini non si sa niente”, vince il Premio Elsa Morante opera prima, ottiene un grande successo e suscita polemiche per il tema trattato. Ha scritto molti romanzi tra cui “In tutti i sensi come l’amore”, “Come prima delle madri”, “Stanza 411” e ha curato l’antologia “Ragazze che dovresti conoscere”.

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