Recensione Libro The program

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Recensione Libro The program

Di cosa parla The Program di Suzanne Young

Se ne parla tanto online e sui blog del libro The Program di Suzanne Young pubblicato da Deagostini Libri e quando i romanzi catturano l’attenzione dei blogger e di chi scrive recensioni, significa che hanno le qualità giuste per diventare best seller.

Il romanzo The Program fa parte del genere distopico, uno dei più quotati di questi ultimi anni, adatto ai giovani, ma che alla fine attira tanto anche gli adulti.

Alla base di questa storia di Suzanne Young vi è un’idea diversa dalle trame dei distopici che abbiamo letto in questi mesi.

Protagonista del romanzo è Sloane, una ragazza che conosce bene le regole della sua società: non si deve mostrare debole né far notare un piccolo cedimento del suo umore. Nel caso in cui qualcuno notasse nell’adolescente qualcosa di strano viene segnalato e costretto a partecipare al Programma, un progetto realizzato dal governo per evitare altri suicidi di adolescenti, perché pare che negli ultimi tempi nel mondo si sia diffusa un’epidemia tra i più giovani che spinge al suicidio.

Se qualcuno, che si tratti dei genitori, degli insegnanti o persino degli sconosciuti, nota una crepa nell’umore di un giovane può segnalarlo e spedirlo direttamente al sistema messo in piedi dai potenti. Lì si guarisce dalla depressione e da quando il progetto è in atto i suicidi sono terminati. Certo, i metodi sono contestabili, poiché il progetto prevede di isolare i ragazzi dalla loro quotidianità e di cancellare i ricordi dalla loro memoria.

Sloane sembra affrontare di petto le difficoltà, ma dopo la morte del fratello suicidatosi senza mostrare la sua fragilità e dopo che alcuni sui amici si sono piegati alla depressione, viene segnalata dai genitori al sistema che controllerà le loro menti.

Ma la ragazza non vuole piegarsi alle dure regole del progetto e soprattutto non vuole dimenticare tutto ciò che conta, in particolare il suo amato James, per questo mette da parte una foto e degli oggetti che contano e accetta un duro compromesso per conservare qualcosa dei suoi ricordi, anche se a caro prezzo.

Quello di Suzanne Young è davvero un libro interessante, per nulla banale, che è tra i nostri consigliati del genere distopico, sia per la trama avvincente, sia per come Suzanne Young affronta l’argomento, di per sé un po’ ostico, ma con una scrittura semplice, scorrevole e avvolgente.

Seppur trattando, tra le altre cose, di un amore appassionato tra i due protagonisti, Sloane e James, non appare mai troppo sdolcinato o romantico, come in alcuni casi accade, per fare un esempio su tutti, in After.

Inoltre, tutti i personaggi del romanzo, che siano i principali o quelli un po’ più defilati della storia, sono ben descritti, come se la scrittrice volesse darci un quadro psicologico di ognuno di loro attento ai cambi di umore e alle varie sfumature del carattere.

In questo libro c’è la passione, la depressione, il senso di amicizia, il compromesso, la fiducia nel prossimo, la mancanza di equilibrio, l’esuberanza, la sfiducia e il coinvolgimento tipico dei giovani e la maggior parte delle volte non è facile raccontare qualcosa che li riguarda senza cadere in banalità, cosa che Suzanne Young si è ben guardata dal non fare.

Per quanto The Program faccia parte di quel tipo di libri pensati e scritti per adolescenti, credo che la Young sia riuscita a superare le barriere di questo genere meglio di molti altri suoi colleghi, interessando lettori adulti. E da non dimenticare è che è stato decretato tra i bestseller dal New York Times.

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