Di cosa parla “Pane e tempesta” di Stefano Benni

Nonno Stregone, il protagonista del libro “Pane e tempesta” di Stefano Benni, apre gli occhi e come prima cosa “risveglia il suo naso” per non lasciarsi sfuggire nessun odore che si aggira nella stanza e per cogliere le sorprese che gli donerà questa nuova giornata.

Ci sono almeno ventisette operazioni da compiere nel momento del risveglio, i gesti che compie ogni uomo: scendere dal letto, mettere i pantaloni, prendere due calzini che non siano spaiati e fare la pipì, queste le prime cose da fare.

Azioni normali, facili da svolgere, ma non per il nonno settantenne. Lui, però, non demorde e dopo aver faticato per compiere le ventisette operazioni, si dirige al famoso (nei racconti di Stefano Benni) Bar Sport. Mentre la città sembra rinascere sotto i suoi passi, riprende vita grazie a lui.

Stefano Benni con “Pane e tempesta” torna a stupire con le sue storie sopra le righe, in cui i personaggi più ambigui e fantasiosi si alternano in vicende altrettanto variegate e surreali.

“Pane e tempesta”  è una sorta di favola per adulti, per gli amanti dei libri di Benni, che, ancora una volta, tende a superare il limite del reale confondendolo con il mondo fantastico.