Recensione libro Va’ dove ti porta il cuore

Trovare scappatoie quando non si vuole guardare dentro se stessi è la cosa più facile al mondo. Una colpa esterna esiste sempre, è necessario avere molto coraggio per accettare che la colpa - o meglio la responsabilità - appartiene a noi soltanto.
Recensione libro Va’ dove ti porta il cuore

Casa editrice

Rizzoli

Prezzo: € 11,00

Di cosa parla Va’ dove ti porta il cuore di Susanna Tamaro

Va’ dove ti porta il cuore di Susanna Tamaro è un romanzo incentrato su un rapporto conflittuale tra una nonna e una nipote.

Olga ha quasi ottant’anni e la nipote ha da poco superato la fase adolescenziale quando decide di partire per l’America. Tra le due c’è un accordo, quello di non contattarsi per un periodo, ma la nonna colpita da un ictus, capendo che le resta poco da vivere, comincia a scrivere una lunga lettera alla ragazza.

Nel diario che utilizzerà, Olga descrive tutta la sua vita, le sensazioni che l’hanno segnata e cambiata e cerca di insegnare alla nipote, senza pretese, o imposizioni, quanto siano sbagliate le scelte razionali, e quanto invece sia fondamentale lasciarsi trasportare dai sentimenti e ascoltare la voce interiore che spinge alla bontà, alla passione e al coinvolgimento.

Olga le parla della sua malattia, ma soprattutto del suo passato, raccontando della sua infanzia, quando è costretta ad una vita di solitudine e privazioni in una famiglia borghese che non le permette neanche di andare all’università per esprimere la sua intelligenza.

Le parla del matrimonio combinato tra lei e il socio in affari del padre, uomo che la trascura e non la ama. E poi le racconta di un suo viaggio, di un piccolo spazio che lei si è ritagliata per se stessa nel momento in cui si è sentita travolta dal vuoto, dall’inesistenza di un rapporto d’amore con il marito e trascorre due settimane alle terme, luogo in cui incontrerà un uomo da cui si sentirà completamente trasportata, con il quale inizierà una relazione clandestina.

Da questo rapporto nasce una bambina, ma qualche mese dopo l’accaduto, Olga scopre che l’amante è morto in un incidente stradale. A quel punto le si stringe il cuore, la sua vita perde tutta la dolcezza e il calore, ed Olga accusa talmente l’abbandono che inizia a trascurare la figlia. Da qui comincia il rapporto ostile e rancoroso tra le due.

Con il passare degli anni lei riesce, grazie ad un percorso spirituale, a trovare un po’ di equilibrio e a sanare la sua ferita, ma il marito si ammala e prima di morire le confessa di aver sempre saputo che la figlia non è nata dal loro matrimonio, ma da una relazione clandestina.

La notizia sconvolge Olga che ricade in un vortice buio, facendole vivere sensi di colpa, ma nel frattempo cercherà di recuperare il suo rapporto con la figlia, che è rimasta incinta. La ragazza, particolarmente fragile, ha completamente perso la sua strada e fa uso di droghe, di psicofarmaci, sperpera il suo denaro, e diventa sempre più autolesionista.

Dopo una violenta lite tra madre e figlia, in cui Olga racconta la verità su suo padre, la ragazza si precipita fuori casa e ha un incidente di auto, così si compie la nuova tragedia, che fa rivivere la stessa sorte del padre.

Rimasta sola, la nipote viene affidata a Olga e tra le due c’è, inizialmente, un legame particolare, che viene, però, messo a dura prova durante la fase adolescenziale della ragazza, periodo in cui lei diventa aggressiva, arrogante, impertinente, dovendosi trascinare addosso una storia travagliata e difficile da gestire, la storia di una famiglia che ha vissuto ogni sensazione con violenza, con impeto.

Va’ dove ti porta il cuore è un romanzo che, uscito nel 1994, ha riscosso negli anni un grande successo di pubblico, diventando un caso letterario, ma che non è stato accolto con gli stessi pareri favorevoli dalla critica, accusandolo di sentimentalismo estremo.

Qualche anno dopo l’uscita del romanzo Va’ dove ti porta il cuore di Susanna Tamaro, il comico Daniele Luttazzi mise in atto una parodia dal titolo Va’ dove ti porta il clito e fu accusato di plagio dalla Tamaro, ma la causa intrapresa dalla scrittrice ha dato poi ragione a Luttazzi.

Dal libro Va’ dove ti porta il cuore è stato tratto l‘omonimo film nel 1996 diretto da Cristina Comencini e ha segnato il percorso di molti giovani lettori.

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