Il filo testo
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19 Un tram chiamato nostalgia di Federico Venditti: recensione libro

Di solito mi perdevo tra le strade e gli stretti vicoli del centro storico con la musica del mio inseparabile walkman in cuffia.
19 Un tram chiamato nostalgia di Federico Venditti: recensione libro

Prezzo: € 16,90

Trama, recensione e commento libro 19 Un tram chiamato nostalgia di Federico Venditti

19 Un tram chiamato nostalgia di Federico “Fed” Venditti è la storia di Claudio Polverari che vive a Roma in zona Prati.

Il romanzo è ambientato nel 1992, quando Claudio frequenta l’ultimo anno del liceo classico. Di fatto Claudio è un bravo studente, anche se a volte si lascia trasportare dalla musica dei Joy Division o dei Bauhaus e abbandona la preparazione agli esami per un paio di ore.

Claudio ha una madre anaffettiva, triste, che fa la fotografa di matrimoni senza alcuna passione e che non è riuscita a superare l’abbandono del marito. Un giorno Claudio prende il tram numero 19 è scende a San Lorenzo, dove c’è un negozio di musica alternativa, il Sabbra Cadabra. Qui incontrerà Santiago, il commesso del negozio.

Santiago ha un portamento da star dello schermo e uno sguardo sornione; fuma erba nel retro del negozio, ha una cultura musicale mostruosa e una naturale disposizione all’ascolto che subito lo mette in sintonia col giovane cliente.

Commento libro

Il romanzo 19 Un tram chiamato nostalgia di Federico Venditti non racconta solo la profonda amicizia che scaturisce dopo il primo incontro tra Claudio un adolescente timido, studioso, amante del rock e del metal Santiago esperto di musica, persona gioviale e aperta. Ci descrive anche minuziosamente gli anni Novanta e la vita dei ragazzi e delle ragazze di allora.

Si viaggiava in tram. Si ascoltava la musica col walkman. Si duplicavano le cassette. Si collezionavano vinili. Si bazzicavano i negozi di libri e musica. Si vedevano vecchi film alla TV.

Venditti ci parla di musica, della musica dei gruppi rock e metal degli anni Novanta, di contrasti generazionali, tensioni amorose, crescite combattute in un tempo in cui anche noi avevamo da poco superato tutto questo e quindi siamo ritornate nostalgicamente indietro negli anni.

Siamo sicuri – e lo ha confermato lo stesso autore in un’intervista radiofonica – che in questo romanzo Venditti abbia messo molto di se stesso e abbia ripercorso i suoi diciotto anni con tutta la stessa forza e la stessa passione del 1992.

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