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Recensione Libro 3000 metri sotto i mari

Si dice che il fondo del mare sia un territorio vasto, uniforme, privo di vita. Così dicono i trattati allineati sullo scaffale del mio laboratorio. Ma io so che non è vero. La vita sul fondo del mare è insolita e diversa, quasi fantascientifica, spesso ricca in modo spettacolare. Un mondo per esploratori.
Recensione Libro 3000 metri sotto i mari

Prezzo: € 7,90

Di cosa parla 3000 metri sotto i mari di Cindy Lee Van Dover

3000 metri sotto i mari è un viaggio nel mondo degli abissi. L’autrice, Cindy Lee Van Dover, è stata la prima donna pilota di un batiscafo a immergersi sino a 4500 metri di profondità, e il libro che ha scritto ne è un resoconto nonché un saggio che testimonia la vita dei fondali oceanici e le incredibili forme di organismi che vi abitano.

Il sottomarino Alvin, di proprietà della United States Navy, risale agli anni Sessanta e le sue imprese sono leggendarie e ben note al mondo della ricerca oceanografica: nel 1966 localizzò nel Mediterraneo, al largo di Palomares in Spagna, una bomba nucleare persa da un B-52, nel 1983 fece una serie di immersioni sui resti del Thresher, sottomarino nucleare affondato vent’anni prima con tutto il suo equipaggio, nel 1986 fu il primo a immergersi sopra al Titanic, e nel 1977, al largo delle Isole Galapagos, identificò per la prima volta la presenza di sorgenti idrotermali a oltre 2000-3000 metri di profondità.

Fino a quegli anni si pensava che i fondali oceanici fossero luoghi deserti, vasti e improduttivi, privi di qualsiasi forma di vita. L’Alvin dimostrò invece il contrario, tanto che le cosiddette fumarole nere sono un ambiente altamente produttivo, paragonabile addirittura a quello delle barriere coralline.

Cindy Lee Van Dover poté vederle con i propri occhi sia come pilota dell’Alvin, sia come scienziata dello stesso, osservando come intorno a quei pennacchi di fumo nero ricco di solfuro di idrogeno si siano sviluppate intere comunità di invertebrati endemici, in grado di sopravvivere grazie a solfobatteri (batteri dello zolfo) che trasferiscono sostanza organica agli organismi, proprio come le piante fanno là dove c’è luce.

Questo processo chiamato chemiosintesi si svolge dunque dove la luce del sole manca (a quelle profondità infatti l’ambiente è totalmente nero) creando un ecosistema a sé, ricco di biodiversità. Principalmente presenti molluschi bivalvi, ma anche anellidi, tra i quali spiccano i pogonofori, organismi esclusivi di questi habitat estremi in grado di sopravvivere dove le acque bollenti fuoriescono dal fondale superando i 300 °C.

Descrizioni dettagliate sulle comunità biologiche delle fumarole nere rendono il libro 3000 metri sotto i mari un documento biologico che può essere facilmente letto e apprezzato anche da coloro estranei a questa materia, grazie ai dettagli e alle narrazioni semplici ed esaustive dell’autrice.

Non bisogna dunque essere biologi marini per leggere il libro di Cindy Lee Van Dover, bensì semplici amanti della natura, desiderosi di avvicinarsi a un mondo totalmente sconosciuto e ignorato dalla maggior parte delle persone. I fondali marini sono infatti ambienti troppo lontani da noi, e gli stessi scienziati ne conoscono una piccolissima parte.

L’autrice americana, nata nel 1954, è professore di oceanografia biologica e direttrice del laboratorio marino alla Duke University, che ha concentrato le sue ricerche non solo nell’ambito oceanografico ma anche in quello biochimico, ecologico, conservazionista e delle scienze marine.

Dopo un dottorato di ricerca al Mit e alla Oceanographic Institution di Woods Hole, la passione per lo studio degli oceani si trasformò in qualcosa di più pratico e Cindy divenne pilota dell’Alvin, addestrandosi e imparando a lavorare sul mare sette giorni su sette, mese dopo mese, compiendo circa 50 immersioni come pilota e più di 100 come scienziata, scoprendo lei stessa nuove specie di molluschi, gamberi, policheti e batteri.

Ha scritto il libro “The Ecology of Deep-Sea Hydrothermal Vents” (Princeton University Press, 2000) e numerosi articoli scientifici sempre sul tema delle ricerche sulle sorgenti idrotermali.

3000 metri sotto i mari è il suo unico testo tradotto nella lingua italiana.

Recensione scritta da Margherita Acs

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