Il filo testo
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Aaronne Colagrossi: intervista scrittore Il gioco del calabrone

Intervista allo scrittore Aaronne Colagrossi
Aaronne Colagrossi: intervista scrittore Il gioco del calabrone

Prezzo: € 11,99

Recensione Libro.it intervista lo scrittore Aaronne Colagrossi autore del libro Il gioco del calabrone

Il gioco del calabrone1. Dovendo riassumere in poche righe il senso del tuo libro, Il gioco del calabrone, cosa diresti?

È una storia vera, la storia di un uomo, della sua vita e di quello che è stato tutto il background culturale che ha portato gli Stati Uniti a entrare in guerra con i giapponesi, dopo che questi avevano attaccato Pearl Harbor, nel dicembre del ’41.

2. Da dove nasce l’idea per la stesura di questo romanzo storico?

Tutti i miei romanzi storici sono ancorati saldamente alla storia, appunto, fatti e personaggi reali ricorrono spesso nei miei libri. Questo romanzo era dapprincipio una storia all’interno di un’altra, quella del romanzo L’Enigma del Pirata. Purtroppo sia io sia il mio editor ritenemmo che questo terzo personaggio non si integrasse bene con il suddetto romanzo. Decidemmo di farne un testo a parte.

Fu così che nacque Il Gioco del Calabrone, la storia della spia giapponese Morimura Tadashi. Il romanzo è stato scritto in parallelo con L’Enigma del Pirata (anch’esso ambientato nello stesso periodo storico). Naturalmente la stesura completa è avvenuta non prima di aver portato a termine lo studio bibliografico su quel periodo storico e sulle vicende politiche e di intelligence.

3. Cosa vorresti che i lettori riuscissero a comprendere leggendo le tue parole? Quale segno vorresti lasciare in loro?

Ho notato che si trascura spesso la storia dell’Asia. Non dovremmo: la Guerra del Pacifico è stata il più grande conflitto aeronavale della storia dell’uomo e ha cambiato le sorti del continente asiatico, quindi anche le nostre nella seconda metà del Novecento.

4. C’è qualcosa che avresti voluto aggiungere al libro, quando lo hai letto dopo la pubblicazione?

Quello che leggerete in questo romanzo corrisponde a verità per circa il 90%, il restante 10% è fittizio, con licenze narrative che ho preso, senza discostarmi troppo dagli aspetti reali delle vicende, s’intende. Non aggiungerei altro, mi soddisfa appieno. Portare a termine questo libro mi è costato molte energie, una vera sfida, bellissima.

5. Se Aaronne Colagrossi dovesse utilizzare tre aggettivi per definire Il gioco del calabrone, quali userebbe?

Seducente, possente, ingegnoso.

6. Perché credi si debba leggere il tuo libro?

Cosa sappiamo in realtà della Guerra del Pacifico? Come si è arrivati a questa guerra nella guerra (facente parte del secondo conflitto Mondiale)? Chi furono le personalità coinvolte e, soprattutto, che fine hanno fatto dopo il termine del conflitto? Nel romanzo cerco di rispondere a questi interrogativi.

7. Come scegli gli argomenti principali da usare nei tuoi romanzi?

Mi vengono continuamente idee per nuovi romanzi, non solo storici, tuttavia manca il tempo per scriverli. Le idee di stampo storico mi vengono principalmente per le mie passioni in vari ambiti: navale principalmente, ma non solo, anche geopolitico e naturalistico.

8. Quanto è complicato cercare i documenti e le informazioni utili per la scrittura dei tuoi libri?

In italiano la ricerca è limitata, da qualche anno leggo principalmente testi in lingua inglese, dove è possibile trovare di tutto. La ricerca bibliografica è di vitale importanza. Controllo e ricontrollo continuamente i miei testi prima della pubblicazione. La stesura di un romanzo storico prevede il 50% del tempo, almeno, in ricerche da fare. Le ricerche devono essere accurate, coadiuvate dalla lettura di svariati testi specialistici sugli argomenti, sui dettagli tecnici e sul periodo in esame. È un lavoro molto lungo, quasi da topo di biblioteca. Ma è necessario per non rendere sterile il testo finale.

Mi capita spesso di leggere romanzi storici di autori (non solo emergenti) in cui è tangibile la trascuratezza che hanno riposto nell’inquadramento storico e tecnico della trama. Ho letto romanzi storici di pirateria che ho dovuto interrompere, perché non erano ben coltivati gli aspetti storici e navali del periodo, né tanto meno molteplici altri aspetti. Scrivere di mare è complicato perché bisogna viverlo davvero per poterne scrivere. Il risultato altrimenti è un romanzo in cui non mi identifico storicamente, non mi sento trasportato nel passato, né sui mari, non mi appassiono, ecco.

9. Hai mai pensato di cambiare genere letterario?

No, ma sto valutando di aggiungere altri generi. Ho già scritto un techno-thriller fantascientifico (Megalodon, il predatore perfetto, 2012) e sto valutando altre storie, sia in ambito thriller che sci-fi, nel più ampio senso del termine. Le mie storie devono avere un motore di base: l’avventura.

10. Se potessi scegliere di essere un personaggio dei libri che hai scritto, chi vorresti essere?

Charles Lee Knight, il protagonista di Inferno Blu Cobalto, un romanzo sulla pirateria che ho pubblicato nel 2017. La sua purezza, il suo coraggio e la sua caparbietà sono invidiabili.

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