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Recensione libro Assassinio a Montecitorio

Si tratta di un gioco, niente di più, pensato e immaginato per un certo tempo, scritto (a mano) nell'estate 2016.
L'ascensore
Recensione libro Assassinio a Montecitorio

Prezzo: € 10,00

Trama e commento del libro Assassinio a Montecitorio di Roberto Rampi

Una recensione breve, per un romanzo piccolo ma, come si dice, sincero. È Assassinio a Montecitorio del filosofo, giornalista, operatore culturale Roberto Rampi, già deputato PD e attualmente senatore della Repubblica.

In effetti un racconto lungo, di genere giallo, in un libricino formato mini (10,5×16 centimetri, 64 pagine, 10 euro). Assassinio a Montecitorio è stato pubblicato a novembre 2016 dalla casa editrice Il Prato di Saonara, Padova, con la prefazione di Walter Veltroni e le illustrazioni di un altro collega dell’autore, Cesare Damiano, già ministro del lavoro.

I disegni rappresentano Mr. Holmes (inconfondibile, con tanto di berretto a doppia visiera, pipa e lente di ingrandimento). Mr. Holmes e un gatto, un felino romano dall’aspetto intelligente.

Infatti, l’investigatore infallibile creato dalla fantasia di Arthur Conan Doyle è protagonista di un thriller all’amatriciana e solutore di un caso di nera che ha come scena del delitto il palazzo che ospita la Camera dei Deputati a Roma.

Un “non caso” in realtà, perché il presidente, in un’Italia appena uscita nel 1918 da una guerra disastrosa, non vuole che l’opinione pubblica resti scossa dal cadavere di un uomo avvelenato rinvenuto nel sottotetto di Montecitorio, dopo che una serie di numeri criptici incisi su uno scranno nell’Aula avevano guidato Sherlock Holmes verso il luogo del ritrovamento.

Sì, Sherlock Holmes, ospite del Bel Paese per un soggiorno ristoratore: il clima mite e solare dell’Italia non potrà che fargli bene, come hanno verificato tanti connazionali.
La (mini)lunghezza del racconto è calcolata sulla misura esatta di quelli originari che Conan Doyle pubblicava sullo Strand Magazine.

Il gatto? È uno dei tanti che popolano Roma e sembrano dire: guardala, non è stata costruita in un giorno e se la sai guardare ti accorgerai ch’è generosa di forme e piena di bellezza.

C’era un gatto quando uccisero Cesare e mentre costruivano il Cupolone. Un gatto ha visto depredare i ricchi marmi che rivestivano il Colosseo. E un gatto ha osservato di soppiatto i quattro uomini corpulenti che hanno fatto ingresso da una porta laterale.

Cifre incise sul “seggio” in Parlamento ed altri segni scritti in un foglietto appallottolato per terra, guidano ad una caccia al tesoro che ha per premio un cadavere e un manoscritto nascosto dietro un faldone nella sala del Mappamondo.

Si tratta di un gioco, niente di più – conclude Roberto Rampi – pensato e immaginato per un certo tempo, scritto (a mano) nell’estate 2016.

Recensione scritta da Massimo Valenti

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