Recensione Libro “Braccialetti rossi”

Trama Un libro che è diventato una fiction di successo. Una storia che parla di speranza e della battaglia affrontata dallo scrittore Espinosa contro la malattia.
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Di cosa parla “Braccialetti rossi” di Albert Espinosa

Da giorni non si fa altro che parlare di “Braccialetti rossi”. Non solo esiste un libro scritto dallo scrittore, nonché regista spagnolo, Albert Espinosa, ma anche una fiction, che proprio in questi giorni sta riscuotendo un ottimo consenso in Italia sulla RAI.

In Spagna la fiction “Braccialetti rossi” ha ottenuto talmente tanti pareri favorevoli, che non solo l’Italia ha deciso di dedicargli sei puntate che stanno andando in onda sulla RAI, ma i diritti sono stati venduti in gran parte del mondo. Negli Stati Uniti sono stati acquistati da Steven Spielberg.

Nel libro Albert Espinosa ha raccontato parte della sua vita. Da adolescente Espinosa ha combattuto contro un osteosarcoma che gli ha causato sofferenza e lo ha costretto a trascorrere molto tempo in ospedale per i vari interventi che ha dovuto subire: amputazione della gamba, asportazione del polmone e di una parte del fegato.

Questa storia dolorosa e straziante però ha un lieto fine, poiché Albert Espinosa è riuscito a vincere la sua battaglia contro la malattia. Attraverso il libro “Braccialetti rossi” ha voluto raccontare la sua avventura.

Il libro vuole essere un modo per spronare chi deve affrontare il dolore, la malattia e le sue conseguenze. Attraverso “Braccialetti rossi” Espinosa infonde speranza, incinta a trovare sempre più forza dentro di sé per affrontare la malattia.

Il suo libro sta ottenendo, come la fiction, un grande successo proprio grazie al modo in cui la storia viene raccontata, e la vita presa di petto dal suo protagonista.

Quarta di copertina libro

Albert Espinosa ha compiuto un miracolo: malato di cancro per dieci anni, è riuscito a guarire, trasformando il male in una grande esperienza. A guardarlo è lui stesso miracoloso, capace di contagiare gli altri con la propria vitalità. Albert Espinosa racconta in questo libro la propria giovinezza segnata dal tumore: più di un diario, più di una testimonianza, è una raccolta di tutto ciò che la sua condizione gli ha insegnato. E non c’è niente di astratto o dolente in queste pagine, ma la semplice volontà di mettere in pratica tutta la bellezza di quelle “lezioni”: come capire all’improvviso che perdere una parte di sé non è una sottrazione di vita, ma l’occasione per guadagnarne di più.

In ventitré capitoli, che non a caso vengono chiamati “scoperte”, Albert Espinosa mostra come unire la realtà quotidiana ai sogni più segreti, come trasformare ogni istante di vita, anche il più cupo, in un momento di gioia. “Albert parla di un mondo alla portata di tutti, che ha il colore del sole: il mondo giallo. Un posto caldo, dove i baci possono durare dieci minuti, dove gli sconosciuti possono diventare i tuoi più grandi alleati, dove l’affetto è un gesto quotidiano come quello di comprare il pane, dove la paura perde significato, dove la morte non è una cosa che succede agli altri, dove la vita è il bene più prezioso.

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Recensione scritta da

Redazione - Recensione Libro.it

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