Intervista scrittore Matteo Carmignoli autore libro “Paradiso”

Intervista all'autore di "Paradiso" Matteo Carmignoli.
La Palla
Matteo Carmignoli
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Recensione Libro.it intervista lo scrittore Matteo Carmignoli autore del libro Paradiso

1. Dovendo riassumere in poche righe il senso del tuo libro Paradiso, cosa diresti?

Un uomo si sveglia una mattina e ritrova la sua vita, o meglio, i suoi ricordi di un’intera esistenza frammentati e cosparsi al suolo, esattamente come tasselli di un puzzle da dover rimettere insieme per riottenere un’immagine più coerente possibile di sé. Il problema che alcuni di questi tasselli sono deformi e logorati dal tempo e dalle intemperie, altri sono semplicemente scomparsi.

Quindi, questo signore ritrovatosi in una tale curiosa e atipica situazione, dovrà fare di tutto per raccontarsi mediante i frammenti della sua memoria a disposizione, costretto talvolta a inventarsi qualche passaggio, reinterpretare o capovolgere qualche vicenda, pur di ottenere il risultato più sensato possibile.

2. Da dove nasce l’ispirazione per questo terzo libro introspettivo ma pieno di riflessioni che ci riguardano tutti?

Immaginatevi qualcuno che, dopo anni di isolamento da tutto ciò che gli era famigliare e da tutti quelli che conosceva, in una casetta in un paesino sperduto di campagna, attraverso una vecchia tv dallo schermo a tubo catodico rivede, come uno spettatore, talvolta distaccato, talvolta molto preso dalla narrazione, i momenti salienti della propria vita. Fatto ciò egli prova a metterli per iscritto inventandosi un filo conduttore diverso dalla casualità e una trama potenzialmente seducente.

3. Cosa vorresti che i lettori riuscissero a comprendere leggendo le tue parole? Quale segno vorresti lasciare in loro?

Mi avvalgo dell’introduzione al mio libro: “La vita, come la narrazione che segue, è un mosaico che puoi comprendere e valutare solo osservando il tutto da un’adeguata distanza, constatando il legame che intercorre fra ogni tassello, e non appoggiandovi il naso e respirando affannosamente sul singolo gruppetto di frammenti, lamentandoti dell’apparente disomogeneità o del brutto graffio che percorre qualcuno di questi.

Talvolta alcuni tasselli sembrano mancare, come in un puzzle destinato a rimanere eternamente incompleto; ma forse li stiamo cercando solo nel punto sbagliato.
O magari ci siamo immaginati della loro esistenza perché dalla nostra postazione, come sempre troppo ravvicinata, ci sembrano assolutamente necessari. Ma il giorno in cui prenderemo le adeguate distanze da quella presunta opera d’arte banale, decadente ed incompleta, ci renderemo conto di quanto ogni cosa sia sempre stata posizionata correttamente e potremo ammirare quell’immenso disegno in tutta la sua graffiante ed ammaliante complessità. E talvolta complessità è sinonimo di bellezza…” cit. Matteo Carmignoli – Paradiso, p.6

Seconda parte intervista allo scrittore di “Paradiso”

Paradiso

4. C’è qualcosa che avresti voluto aggiungere al libro, quando lo hai letto dopo la pubblicazione?

In realtà, ripensandoci, avrei voluto/dovuto ridurre, se non eliminare, qualche passaggio in prosa riportato dalle scritture (Libri, racconti o bozze di essi) in cui due dei protagonisti del mio racconto sono impegnati.

5. Se Matteo Carmignoli dovesse utilizzare tre aggettivi per definire “Paradiso”, quali userebbe?

Colpevole, Innocente, Fluviale.

6. Perché credi si debba leggere il tuo libro?

E’ un libro che ho scritto con il cuore. In primo luogo lo ho scritto per me stesso, quindi è piuttosto personale. Ma ritengo sia denso di quesiti e riflessioni derivanti dagli episodi cui un lettore farebbe da spettatore nel flusso delle vicende narrate che potrebbero interessare un po’ tutti. Per quanto legato alla mia intimità, ritengo sia un libro molto universale nelle variegate tematiche trattate.

7. C’è un filo invisibile che collega i tuoi tre romanzi?

Certo. Tutti e tre, come si può intuire forse anche dal finale di “Paradiso”, sono una sorta di reinterpretazione di momenti chiave della mia esistenza riproposti nelle pagine dei miei libri in una sorta di rappresentazione teatrale. Che siano Tragedie o Commedie lascio la libertà di stabilirlo al lettore. Ipotetico lettore che già ringrazio di cuore per il tempo dedicatomi.

8. Tra “I caduti”, “La ragazza oltre il mare” e “Paradiso” ce n’è uno preferito? O uno in cui ti identifichi maggiormente.

Per molto tempo, ancor prima che fosse terminato e pubblicato, il mio preferito è stato i Caduti. Forse anche quello in cui mi sono sempre identificato maggiormente. Ma con il passare del tempo, devo ammettere di starmi distaccando emotivamente dalla mia opera prima. Da qualche mese mi sento decisamente meglio messo in scena da “Paradiso”, cui, gradualmente, mi sto molto affezionando. Anche perché oggettivamente lo ritengo il più completo, maturo e, nell’insieme, riuscito dei tre.

9. Prima di iniziare a scrivere una storia, hai già in mente il percorso che farai e come sono i tuoi protagonisti, oppure improvvisi?

Di solito inizio da brani in prosa dalla lunghezza variabile scritti nel corso di un certo periodo che, una volta raggiunta una quantità potenzialmente sufficiente, cerco di legare mediante un filo logico. Se e quando sono soddisfatto di questo abbozzo di vicende inizio ad elaborare una trama principale su cui poter costruire un racconto, come avvenne con “La ragazza oltre il mare”, se non addirittura un intero libro.

10. Matteo Carmignoli ha nuovi progetti? Stai scrivendo un nuovo libro? Puoi anticiparci qualcosa?

Avrei in mente uno o due racconti di media lunghezza il cui tema sarebbero l’ambizione di ottenere un determinato riconoscimento e l’amore ma, come in ogni mio libro, trattati in modo un po’ atipico, distorto e disorientante, se non ossimorico e contraddittorio. Ma vedremo se e quando questo piccolo progetto vedrà la luce… Sono stato estremamente impegnato per gli studi universitari negli ultimi mesi, quindi non ho avuto neanche un istante per occuparmi di scrittura.

11. Qual è il romanzo che hai letto e ti ha più colpito emotivamente in quest’ultimo anno?

Sto leggendo “L’uomo senza qualità” di Robert Musil, su cui sto lavorando per la mia tesi di Laurea Magistrale. Lo trovo un libro sicuramente di difficile interpretazione, ma a tratti sorprendente e ricco di spunti di riflessione.

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