Recensione libro Come non darla… vinta

Gli uomini sono attratti dalle donne che vogliono qualcosa da loro. Un vademecum di consigli in rosa, utili per ottenere quanto serve senza dare in cambio nulla di indesiderato.
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Recensione libro Come non darla… vinta

Prezzo: € 14,00

Trama e commento del libro Come non darla… vinta di Elena Ballerini

Sesso, sesso, sesso, il più grande dei poteri, la più “audace” delle libertà. La regola delle “tre S” è superata: sangue e soldi sono scivolati un gradino in basso, secondo Elena Ballerini, resta una sola “S” sul podio, perché per la conduttrice e autrice televisiva c’è una sola forza che domina il mondo ed è il sesso. Affermato, ribadito e ampiamente dimostrato in un pamphlet per le Edizioni Imprimatur di Reggio Emilia, Come non darla… vinta, nelle librerie dai primi del 2018 (120 pagine, 14 euro).

Genovese, laureata in scienze giuridiche, donna di spettacolo, attrice e cantante, capigliatura bionda e volto noto sul piccolo schermo, Elena Pappalardo in arte Ballerini amava scrivere fin da giovanissima (non che sia anziana, non ha nemmeno… cinque anni).

Dal 2014 conduce i collegamenti esterni della trasmissione Rai “Mezzogiorno in famiglia”. Fa parte quindi della numerosa e rumorosa squadra del regista Michele Guardì.

Diciamolo chiaro: darla vinta, per una donna, può decidere il suo futuro sulle scene. Insegna tanto il caso Weinstein nel pianeta del cinema americano e dovrebbe far scattare più di un campanello d’allarme per chi aspira a entrare nell’apparentemente dorato star system della celebrità.

Se proprio le candidate al successo non sono delle irrecuperabili ingenue o delle totali svanite, sanno in tutte le situazioni, soprattutto in “quelle” situazioni, quando dire SÌ e quando opporre un NO, fin da ragazzine. Sempre a condizione che abbiano un minimo di libertà di scelta, ovviamente, ma se quella libertà di scelta manca, entriamo nel campo del penale, mentre finché ci aggiriamo nel testo della presentatrice genovese restiamo in quello del gossip, ci muoviamo in un set virtuale, il più possibile rosa.

Per le donne il problema, argomenta Ballerini, è quando il NO va sbattuto sul muso di qualcuno dal quale dipende quello che ci si è prefisse di raggiungere o di mantenere. Soldi, possibilità, libertà sono spesso, insiste, solo strumenti in mano al Mangiafuoco di turno per conseguire l’obiettivo che persegue: non altro che il sesso, ovviamente e semplicemente.

Oltre

Certo, nel mondo si aggirano a suo dire Mangiafuoco e Fate turchini profumati di dopobarba. I personaggi di Collodi sono la sintesi dell’universo maschile per le Pinocchio nel Paese dello Spettacolo, che se le cose vanno bene può diventare il Paese dei Balocchi, ma sarebbe bene stare in campana, perché resta in costante agguato il rischio d’essere “mangiate” o trasformarsi in un ciuco come Lucignolo.

Sotto questo aspetto, il libro Come non darla… vinta di Elena Ballerini va preso come un divertente, arguto vademecum di consigli, una brillante sequenza di istruzioni per l’uso, a disposizione delle aspiranti che, si badi, dovrebbero avere come modello il gatto e la volpe della fiaba collodiana, per sopravvivere ai tanti Mangiafuoco.

Quanto al “Turchino”, nella fattispecie non è altri che il classico Principe Azzurro, che può irrompere nella vita di ciascuna.
Ci sono molti uomini interamente turchini che sollevano il nostro destino e ci aiutano animati da giustizia e bontà come farebbe un padre. Ma qui vogliamo trattare i casi difficili.
Fatto sta che l’uomo è predatore, quasi sempre, e ha un cumulo di difetti. Elena descrive spiritosamente più di un modello di maschio, stereotipi che si possono incontrare nel mondo reale.

Ci sono “lo schiavista schiavo” e “il ragazzo della porta non accanto”, “il potente in avaria” e “l’onorevole miope”, ciascuno tratteggiato con dovizia di particolari e tanta cura da parte dell’autrice, impegnata a suggerire le opportune contromosse, per sfuggire alla rete tesa da ciascuno di loro, in un eterno gioco servo/a padrone/a.

Fanno la loro comparsa “il nobile decadente”, “il produttore seriale, “il giornalista della cronaca fantastica”. Si aggiungono al bouquet di caratteri “l’avvocato del diavolo” e “il democristiano pentito”, soggetto questo che si incontra almeno una volta nella vita. Credendo fermamente nel principio che “si pecca per redimersi”, è portato a ritenere che la salvezza dell’anima risieda nella pratica dei precetti del Catechismo, una dottrina del tutto personale però o ancor meglio a proprio uso e consumo.

Irresistibili gli espedienti di fuga, validi per sottrarsi a tutte le categorie di uomini in cui ci si potrà imbattere. Si comincia dal look: i capelli legati inducono sempre un certo rispetto, da evitare rossetti volgari che infoiano i predatori e attente ad adottare il tacco appropriato, per non trovarvi in difficoltà nel caso dobbiate replicare con un’agile ritirata a qualche approccio indesiderato.

Nel faccia a faccia: meglio sedere di fronte che al fianco. Ricambiare abbracci molli con strette decise, molto filiali, capaci di raffreddare le pulsioni più di altre reazioni istintive. All’occorrenza, calare il due di picche con noncuranza: un atteggiamento goliardico sa essere terribilmente disarmante.
E attente a quelle che la danno, perché le Cappuccetto Rosso del XXI secolo, avverte Elena Ballerini, riescono ad essere delle sapienti “paracule”.

Recensione scritta da Massimo Valenti

 

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