Recensione Libro Due occhi azzurri

Azzurri come la distanza autunnale, come l’azzurro del cielo che si vede tra i profili sfuggenti delle colline e dei pendii boscosi che si perdono nella lontananza di un’assolata mattina di settembre.
Recensione Libro Due occhi azzurri

Prezzo: € 18,00

Di cosa parla Due occhi azzurri di Thomas Hardy

Due occhi azzurri è un classico della letteratura inglese, edito in tre volumi nell’estate del 1873, scritto da Thomas Hardy, pubblicato di recente dalla Fazi Editore. Uno dei migliori romanzi dello scrittore britannico anche se è certamente uno dei suoi meno noti.

Due occhi azzurri racconta la storia di Elfride Swancourt, figlia del parroco di una chiesa situata nei sobborghi vicino al mare del Wessex Inferiore, un angolo remoto in Inghilterra che si affaccia sulla Manica. Elfride s’innamora a prima vista di due giovani uomini ed è costretta a fare una scelta che si rivela, per una serie di situazioni, difficile.

Uno dei due giovani, Stephen Smith, è un architetto di Londra erroneamente ritenuto di nobili origini, che Elfride incontra quando viene mandato dal suo datore di lavoro per esaminare la chiesa dove il padre è vicario. All’inizio il vicario approva Stephen e incoraggia la figlia a trascorrere del tempo con lui.
Presto emerge tuttavia che Stephen ha nascosto un segreto importante. Qualcosa che potrebbe mettere in pericolo la sua relazione con Elfride.

Il vicario quindi non solo nega il suo consenso al matrimonio, ma proibisce alla figlia di continuare a frequentare il ragazzo. Stephen decide allora di partire per l’India dove spera di far fortuna, riscattare così la sua nascita e ottenere finalmente in questo modo il consenso del curato al matrimonio.

Nel frattempo un altro giovane arriva a Endelstow Vicarage – Henry Knight, è un critico, saggista, anche lui di Londra, nonché antico mentore di Stephen. Anche Knight perde la testa per gli occhi azzurri della bella damigella e la chiede in sposa. Si innamora di Elfride ed Elfride si innamora di lui. Knight però è un uomo rigido, severo, non accetta di non essere lui il primo uomo della donna che sceglie per moglie.

Elfride questo lo capisce bene e, per paura che lui l’abbandoni, non si decide a raccontargli la sua pur innocentissima relazione con Stephen. Elfride, divisa tra la promessa di fedeltà a Stephen e la nuova passione per Knight, accetta la proposta di matrimonio. Ma ancora una volta le cose non vanno come immaginato: una presenza oscura dal passato di Elfride insinua in Knight il tarlo del sospetto sull’onestà della sua futura sposa e il fidanzamento viene sciolto.
Smith e Knight si incontreranno casualmente qualche anno più tardi e si scopriranno ancora innamorati di Elfride, ma ormai sarà troppo tardi.

Commento del libro Due occhi azzurri

Al centro dell’opera di Hardy c’è quindi una giovane ragazza che nell’affrontare una scelta decisiva per la sua vita cresce e diventa donna ma, come in tutte le opere del noto autore, le convenzioni, la famiglia, le situazioni hanno la meglio. D’altronde Due occhi azzurri si svolge nell’Inghilterra della piena età vittoriana, quando il caso, il destino, la società lasciano ben poco spazio alla volontà e alla responsabilità individuale.

Le descrizioni del paesaggio in questo romanzo sono straordinariamente belle e così vivide che il lettore non ha alcun problema ad immaginare la solitudine in cui vive Elfride, le verdi colline, il vento che soffia forte sulle scogliere che sovrastano il mare in tempesta.

Un altro aspetto interessante di questo romanzo è l’aspetto autobiografico del rapporto di Hardy con la sua prima moglie, Emma Gifford. Una relazione contrastante, piena di alti e bassi, interrotta bruscamente dalla morte della moglie.

Lo stile di Hardy in questo romanzo riflette in pieno le sue scelte narrative caratterizzate da un narratore onnisciente, che non crea quindi nessuna distanza tra la storia, i personaggi e il lettore e l’espediente narrativo conosciuto come “cliffhanger” che interrompe bruscamente un colpo di scena creando una forte suspense.

È innegabile – come ha scritto Virginia Woolf– l’abilità di Hardy , l’abilità del vero romanziere, di farci credere che i suoi personaggi siano persone come noi, guidate dalle proprie passioni e idiosincrasie; al contempo – e questo è il dono del poeta – in loro vi è un qualcosa di simbolico che ci accomuna tutti.

Recensione scritta da Milena Privitera

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