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Hotel Borg di Nicola Lecca: recensione libro

Un concerto senza soldi e, quasi, senza pubblico: un enigma, un rompicapo.
Il Pasticcio
Hotel Borg di Nicola Lecca: recensione libro

Prezzo: € 13,00

Trama, recensione e commento romanzo Hotel Borg di Nicola Lecca

Nicola Lecca, giovane scrittore cagliaritano per scrivere Hotel Borg è vissuto un anno e mezzo in Islanda e ha lavorato su Pergolesi e alcuni direttori d’orchestra internazionali, documentandosi attentamente.

Pubblicato nel 2006 e tradotto in molte lingue, il romanzo grazie agli Oscar Mondadori è da poco di nuovo in libreria.

Trama libro Hotel Borg di Nicola Lecca

Alexander Norberg, grandissimo direttore d’orchestra all’apice della fama, decide di ritirarsi nello stesso preciso momento in cui viene chiamato a dirigere i Berliner.

Prima, però, darà un ultimo, memorabile concerto: lo Stabat mater di Pergolesi, in un posto scordato da Dio e dagli uomini, in una chiesetta in Islanda.

Lo stile di Lecca è scorrevole e incisivo e ci permette di conoscere subito a uno a uno i protagonisti del suo meraviglioso romanzo.

Innanzitutto Oscar, un ragazzo originario di Goteborg impiegato in un hotel di Londra con l’unico scopo di dare il buongiorno ai clienti. Oscar è un appassionato di musica classica tanto che un giorno, alla Royal Albert Hall per il terzo concerto per pianoforte e orchestra di Rachmaninov eseguito da Krystian Zimerman, piange.

Alexander Norberg è un uomo metodico che giunto all’apice della sua carriera da direttore d’orchestra decide di non accettare la nomina desiderata per tutta la vita di dirigere l’orchestra ufficiale di Berlino e anzi di smettere del tutto.

La manovra

Alexander ama Pergolesi, giovane compositore italiano e in particolar modo lo Stabat Mater da eseguire e dirigere in maniera del tutto personale per orchestra piccola o per orchestra grande, con o senza l’organo, con il controtenore al posto del contralto, con la voce bianca del bambino invece del soprano e in mille altre possibili varianti.

Decide, contro il parere di tutti, di concludere la sua carriera in una piccolissima chiesa in un paese sperduto dell’Islanda alla presenza di soli cinquanta prescelti spettatori.

Seconda parte trama

Rebecca Lunardi è una donna arrogante ormai al termine della sua carriera di soprano. Rebecca non ama l’Islanda, il freddo, l’odore intenso del pesce essiccato, le prove estenuanti, trascorre la maggior parte del tempo chiusa nella sua camera d’albergo scrivendo lettere a suo figlio.

E infine Marcel Vanut un ragazzino di undici anni di origine francese che vive a Siena, la voce bianca più bella del secolo, così lo ha definito Le Monde, un perfezionista sulla soglia dell’adolescenza e quindi del cambiamento irreversibile della sua voce.

A Reykjavik poi si aggiunge un altro personaggio, il Maestro Hakon, stravagante dongiovanni che detta la moda in città. Il concerto è chiaramente il punto di svolta nella vita di tutti i personaggi.
Apparentemente sembra la loro fine, una fine scelta o dettata dalle circostanze, in realtà è la possibilità di concludere un periodo della loro vita e di affrontarne un altro.

Come precisa Nicola Lecca in un’intervista questo romanzo racconta il cambiamento come fonte di una scelta di vivere e quindi di una ricerca della felicità.

Recensione libri di Milena Privitera

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